Imola. Difficile scegliere l’indirizzo scolastico più idoneo, decidere se è preferibile orientarsi più precocemente verso il lavoro o proseguire con l’università, ipotecare il futuro. In tempi di emergenza coronavirus risulta ancora più ardua la scelta: è più faticoso reperire informazioni esaurienti, sono precluse le visite alle scuole, non ci sono ragazzi, insegnanti o genitori da incontrare con cui scambiare opinioni.

A Imola stanno per cominciare gli Open day, ma sono rigorosamente on line (le date e i collegamenti si trovano sui siti delle scuole). Allora, in questo nuovo mondo scolastico virtuale, vengono in prezioso aiuto anche i dati di eduscopio.it, pubblici dal 12 novembre. E’ lo strumento messo in piedi dai ricercatori della Fondazione Agnelli – coordinati da Martino Bernardi – ormai consolidato da 7 anni di esperienza, che permette fondamentalmente due cose:

– agli studenti che terminano le scuole medie e alle loro famiglie da’ la possibilità di individuare quali istituti superiori nella propria area di residenza soddisfino meglio le proprie aspettative di apprendimento, in base all’indirizzo scelto;

– alle scuole stesse propone una maggiore responsabilizzazione rispetto a due fondamentali missioni formative – la preparazione e l’orientamento agli studi universitari e al lavoro – e quali sono gli esiti dei loro sforzi.

L’attuale organizzazione della scuola secondaria superiore è frammentata. Dal 1° settembre 2010 è così ripartita: ci sono sei tipi di licei; vari istituti tecnici, suddivisi in 2 settori – tecnologico ed economico – con 11 indirizzi; numerosi istituti professionali suddivisi in 2 settori – dei servizi e industria e artigianato – con 11 indirizzi.

Ed ecco la mano fornita da Eduscopio grazie all’ampia analisi di dati. L’idea di fondo del progetto è quella di valutare gli esiti successivi della formazione secondaria cioè i risultati universitari e lavorativi dei diplomati, per trarne delle indicazioni di qualità sull’offerta formativa delle scuole da cui essi provengono. Ed è proprio quando ci si trova davanti alla complessità di un esame universitario o di una mansione da svolgere sul lavoro che ci si rende conto del reale valore dell’istruzione ricevuta a scuola.

Per farlo eduscopio.it si avvale dei dati amministrativi relativi alle carriere universitarie e lavorative dei singoli diplomati raccolti dai Ministeri competenti. Ha valutato i voti e frequenze del primo anno di università o quelli dell’occupazione lavorativa a sei mesi di 1.275.000 diplomati italiani in tre successivi anni scolastici (anni scolastici 2014/15, 2015/16, 2016/17) in circa 7.400 indirizzi di studio nelle scuole secondarie di 2° grado statali e paritarie. Il portale è diventato in questi anni un riferimento per le famiglie e per le stesse scuole come dimostrano gli oltre 1,8 milioni di utenti unici che hanno a oggi visitato il portale, con 8,7 milioni di pagine consultate. A partire da queste informazioni vengono costruiti degli indicatori rigorosi, ma allo stesso tempo comprensibili a tutti, che consentono di comparare le scuole in base ai risultati raggiunti dai propri diplomati.

Il livello delle scuole imolesi è mediamente elevato. Sono in particolare il liceo scientifico tradizionale Valeriani e quello delle scienze applicate Alberghetti a distinguersi, mentre perde qualche posizione il classico Rambaldi. Tra gli istituti tecnici e professionali che preparano al mondo del lavoro il Paolini Cassiano è ben quotato per l’indirizzo tecnico economico e l’Alberghetti per quello tecnico-tecnologico e il professionale industria e artigianato.

La classifica territoriale in dettaglio è la seguente: per il liceo classico il primo posto è appannaggio del Ricci Curbastro di Lugo, con indice fga di 77,58 (era 81,95 l’anno prima) derivante da media voti universitari al primo anno pari a 27,96 e una media di crediti ottenuti rispetto a quelli previsti di 72,19, inoltre il 77,8% dei ragazzi si è diplomato nei 5 anni. Al secondo posto c’è il Torricelli-Ballardini di Faenza, con indice di 77,45 e al terzo posto segue immediatamente il Rambaldi di Imola con un indice 77,36 (era 79,74), media voti 27,99, crediti 71,48 e studenti maturati in tempo pari al 70,5%. L’istituto Minghetti, il più quotato di Bologna, risulta più indietro, con indice fga di 76,63 derivante da media voti universitari di 28,1 e crediti ottenuti di 69,1. I diplomati nei 5 anni sono il 70,8%.

Tra i licei scientifici con il latino i bolognesi Galvani e Copernico sono stati superati quest’anno dall’imolese Valeriani, in testa con indice fga di 90,28 (era 85,34), con media voti universitari 29,28 e media crediti 86,53. Risulta anche la scuola più inclusiva con 74,5 di studenti diplomati in tempo, rispetto a 74,2 e 64,8 delle felsinee. Un vero e proprio exploit per questo liceo imolese, che risulta tra i migliori di tutta la regione, superato solo dall’Ariosto Spallanzani di Reggio nell’Emilia con indice di 93,48.

Inoltre ha “vinto” il duello casalingo con il liceo scientifico delle scienze applicate (senza latino) Alberghetti che ha indice fga di 85,55 e “solo” 72,4% di giovani diplomati nei canonici 5 anni. Meglio fa per quell’indirizzo il Copernico di Bologna con fga di 86,66, ma solo il 66,7 di diplomati mai bocciati.

Per la cronaca la scuola più virtuosa in Italia si conferma il liceo scientifico Nervi di Morbegno (Sondrio), con indice di 96,88 (gli studenti usciti da tale istituto hanno ottenuto una media di voti al primo anno di università di 30!).

Anche il liceo delle scienze umane di casa, Alessandro da Imola va bene, risultando primo nella classifica “territoriale” con fga di 69,34 (media voti 26,04 e media crediti 71,68) e diplomando in tempo il 65,8% degli studenti. È seguito dal Ricci Curbastro di Lugo con indice di 62,01 e 72% di mai bocciati. Nel bolognese il primo è il Leonardo da Vinci di Casalecchio di Reno con indice di 68,34. Il liceo delle scienze umane ma con indirizzo economico sociale vede al primo posto il Leonardo da Vinci di Casalecchio di Reno con indice 63,36 e percentuale di maturati in tempo di 55,2% e il Sabin di Bologna con indice 62 e non bocciati pari a 56. La omologa scuola di Imola si piazza più indietro, con 53,34 di indice e 57,8 di mai bocciati.

Il liceo linguistico più accreditato risulta il Leonardo da Vinci di Casalecchio di Reno, indice di 75,08 e 72,4% di studenti che finiscono in tempo il percorso formativo poi c’è il Torricelli-Ballardini di Faenza con indice di 72,51 e percentuale di maturati tempestivi di 78,5%, seguito dal Ricci Curbastro di Lugo con indice 71,98 e 73,4% di diplomati in regola e dall’imolese Alessandro da Imola che ha invece indice di 69,51 e il 68,5 di studenti mai ripetenti. I bolognesi Copernico, con indice 66,8 e Galvani con 65,02 quest’anno fanno peggio.

Passando agli istituti tecnici e alle scuole professionali Eduscopio valuta la percentuale di diplomati che lavorano almeno sei mesi nei due anni successivi alla fine della scuola e la coerenza tra quanto studiato e l’attività svolta a due anni dal diploma. Per l’indirizzo tecnico economico al primo posto risulta il Compagnoni di Lugo con percentuale di occupati per almeno sei mesi a due anni dal diploma del 79% (era 76,08 l’anno prima) ma con indice di coerenza tra lavoro e studio solo del 14,12%. Ha inoltre il 58,8% di maturati nei termini. Secondo è il Paolini Cassiano con indice di occupazione di 77,68 (era 71,29 l’anno prima) e di coerenza di 24,24, oltre a 56,5% di studenti mai bocciati.

All’indirizzo tecnico tecnologico il primo è il Majorana di San Lazzaro di Savena con occupabilità del 88,96 e coerenza con la formazione del 60. Al secondo posto è l’Alberghetti con % di occupati che hanno lavorato almeno sei mesi a due anni dal diploma di 83,24, indice di coerenza con lo studio del 62,69 e con 46,5 studenti su 100 diplomati in tempo; al terzo posto si classifica il Bucci di Faenza. Al sesto e all’ottavo posto ci sono lo Scarabelli Ghini e il Paolini Cassiano con indice di occupati di 71,12 e 52,54 rispettivamente.

Tra gli istituti professionali a indirizzo servizi spicca il Pellegrino Artusi di Riolo Terme che sforna il 78,59% (era il 77,01 l’anno prima) di ragazzi occupati almeno sei mesi nei due anni successivi, con indice di coerenza della formazione svolta del 57,96%, ma solo il 41,5% di studenti che ha finito in tempo il percorso scolastico, connotandosi così altamente selettivo. Secondo è un istituto di Castel San Pietro Terme, lo Scappi e terzo è il Paolini Cassiano con 73,41 per cento di occupati e solo il 30,6% che ha finito senza essere mai bocciato, anche qui evidenziando un profilo di alta selettività.

Infine nell’indirizzo industria e artigianato, quasi una garanzia per trovare lavoro, si candida il Luigi Bucci di Faenza con ben 90,19 su cento studenti che trovano un’occupazione in tempi brevi con un grado di coerenza rispetto al percorso formativo del 69,88, anche se la scuola è molto selettiva: non bocciano mai solo il 32,5% di ragazzi.

Al secondo posto si trova la prima scuola paritaria posizionata bene in una classifica, la Beata Vergine di San Luca, naturalmente bolognese, con indice di occupazione di 86,79 e una coerenza addirittura del 87,5, portando in tempo al diploma il 59,8 di studenti. Ma qui anche l’Alberghetti si difende bene con 86,2 di indice di occupazione e 76,47 di coerenza. La selezione però è spietata e si diploma in tempo solo il 27,7% di studenti.

In ultimo c’è da dire che la scuola italiana ha di positivo che raramente una scelta è irreversibile. Ci sono anche studenti che, inizialmente orientati verso un percorso scolastico a fini lavorativi, hanno cambiato idea in corsa e si sono iscritti all’università. Eduscopio valuta anche questa opzione e mette tra gli istituti tecnici che danno comunque una buona preparazione per proseguire gli studi il Paolini Cassiano a indirizzo tecnologico, con indice fga di 68,14, dato dalla media dei voti del primo anno universitario che è di 26,47 e di quella di crediti che è di 65,66.

(Caterina Grazioli)