Imola, 16 novembre 2020. E’ appena finita la commissione autodromo – rigorosamente online – e il dato più atteso è arrivato. Ancorché addolcito in una profusione di buone intenzioni per l’anno prossimo: il pubblico a petalo, la polifunzionalità e il contenimento del rumore l’hanno fatta da padrone negli interventi della neo assessora “motoristica” (come è stata definita da Ezio Roi) Elena Penazzi.

Dopo 2 ore di commissione, iniziata con “un sostanziale pareggio economico ma non finanziario” negli ultimi 15 minuti – dopo l’incalzare del consigliere Simone Carapia – i conti sono stati parzialmente fatti ancorché “se ne parlerà ancora a fine mese perché nel dettaglio ci sono ancora delle dimensioni economiche da definire”.

Tanto vale riportarli, a mo’ di cronaca. Primo punto i biglietti venduti e da rimborsare. Il valore totale dei biglietti venduti, solo 6 mila, ammonta a 1 milione e 200 mila euro. Incasso che va restituito. In altre parole, calcolatrice alla mano, ogni spettatore avrebbe pagato, per non assistere al GP, 200 euro. Una cifra abbastanza pop. La data prevista della restituzione, denaro o voucher a scelta, sarà gennaio 2021. Non troppo in là, esclusi i diritti di prevendita sia inteso.

Oltre a questo i costi ora noti per realizzare il GP Emirates (detto di Imola) che i vari enti pubblici – soldi dei cittadini – hanno speso, o investito se si sta al loro racconto, ammontano a quasi 2 milioni di euro… “ma l’indotto, la visibilità internazionale, i player, l’orgoglio” e chi più ne ha più ne metta.

Nello specifico, dalle parole del Sindaco Marco Panieri e del presidente del Con.Ami Fabio Bacchilega. La regione Emilia-Romagna dovrebbe mettere sul piatto, in quanto risulterebbe non abbia ancora versato nulla, 1 milione e 200 mila euro. Il Con.Ami ha speso, per vari interventi in autodromo, fra cui la completa sostituzione delle telecamere della pista, 520 mila euro. Il Comune di Imola 100 mila euro. Tutti soldi rigorosamente pubblici, dei cittadini, è bene precisarlo ancora. Quasi 2 milioni di euro che, se si sommano al “qualche milione di danno indiretto” dichiarato da Estense, si avvicinano – parrebbe – a 4 milioni di euro. Che siano investimenti (nel calendario del 2021 della F1 a Imola non vi è traccia “ma c’è uno slot libero”) o altro questi sono i numeri.

E’ stato un buon investimento? Mah, ognuno tragga le conclusioni che vuole e, se gli attori vogliono replicare – se ci siamo persi qualche cifra o abbiamo capito male, si sentiva veramente malissimo – ben venga. Va comunque detto che la sfortuna avrà pure giocato un brutto scherzo ma pensare davvero che a novembre 2020 si potesse correre un GP con il pubblico, durante una pandemia…

In ultimo vale riportare l’intervento del consigliere Ezio Roi, sì quello dell’assessora motoristica. E ci va giù pesante. “E’ bene ricordare che nell’epoca del sindaco Manca si sono commessi fatti quantomeno illegittimi. La legge non prevede che si possano fare 100 giornate in deroga al rumore ma solo 30. Spero che gli eventi si ripetano ma non si ripetano gli errori del passato”.

A dicembre si replica, conti alla mano. Chissà se ci saranno delle sorprese.

(Verner Moreno)