Imola. Il ristorante San Domenico di Imola continua a mietere successi. Agli onori della cronaca Francesco Cioria, trentenne sommelier del rinomato ristorante imolese che, dopo il premio come Miglior sommelier d’Italia nel 2016 e il riconoscimento de l’Académie internationale de la Gastronomie nel 2019, lunedì 16 novembre ha ottenuto il premio “Identità di Sala” nell’edizione digitale straordinaria di “Identità Golose: Identità on the road 2020”.

Francesco Cioria, sommeliers del ristorante San Domenico di Imola

Al suo fianco, sul palco virtuale alcuni miti della grande cucina italiana: Santini, Caceres, Colonna, Genovese, Caruso, Ceraudo, Mazzocchi, Bracali, Giacomello.

La motivazione

Non è semplice il lavoro di sala in quello che è uno degli indirizzi più prestigiosi e carichi di storia del nostro Paese, che proprio in questo 2020 così complicato festeggia il proprio mezzo secolo di vita. Per reggere la prova, bisogna essere grandi professionisti, capaci di empatia con il commensale e di grande preparazione; di essere accoglienti e impeccabili nello stesso tempo. Lui – classe 1988, origini in un piccolo borgo irpino – ci riesce splendidamente.

“Sono 13 professionisti che diventano punti di riferimento in una tempesta che, in Italia, è pesantissima per tutti, ma per la ristorazione anche di più – commenta Paolo Marchi, patron della manifestazione -. Perciò questi personaggi meritano la nostra ammirazione e i nostri applausi. Sono esempi concreti di chi sta lavorando benissimo e vuole reagire a una situazione di incertezza, di difficoltà. Va riconosciuto questo loro merito”.

Il ruolo di Francesco Cioria al San Domenico è il punto di arrivo di un percorso internazionale: dopo la scuola alberghiera, inizia da subito una carriera tra i più prestigiosi locali di Roma, poi Inghilterra e Australia. Dal 2014 torna al San Domenico di Imola, proprio dove aveva portato a termine un tirocinio per completare il percorso da sommelier Ais. Qui diventa il portavoce di una delle cantine più famose d’Italia: oltre 15 mila bottiglie e 2000 etichette. Con sapienza, maestria e incredibile conoscenza, propone e abbina sempre il meglio assecondando l’assoluta magnificenza della cucina.

“Francesco è entrato al San Domenico in punta di piedi con un grande rispetto per una Cantina ricca di storia – sottolinea Max Mascia, Chef del San Domenico -, piano piano si è conquistato la piena fiducia dei nostri clienti anche più esigenti. Come tutti noi al SanDo, Francesco sa osare e rischiare, cercando e proponendo vini rari e di nicchia, creando pairing inattesi e sorprendendo i commensali. Congratulazioni a lui per questo premio e per il grande lavoro che lui Giacomo e tutti i ragazzi di sala stanno portando avanti”.