Fontanelice. Ennesimo caso di violenza contro le donne in famiglia, fra le mura domestiche. La storia risale alla sera del 31 ottobre scorso, quando una giovane bengalese sulla ventina, madre di due bambini piccoli, si mise in contatto con i carabinieri dicendo di essere in pericolo di vita a causa del marito violento che voleva ucciderla perché, secondo lui, non rispettava gli obblighi di famiglia, come stabilito dalla religione professata dall’uomo.

Tranquillizzata dai militari dell’Arma, la donna trovò la forza per raccontare una storia spaventosa iniziata due anni fa, quando decise di trasferirsi in Italia per raggiungere il marito. Il consorte, invece di accogliere la consorte con amore, la trascinò in un incubo quotidiano fatto di umiliazioni, minacce, percosse, violenze sessuali e isolamenti domiciliari dedicati alla preghiera, con la possibilità di uscire da casa soltanto per andare a fare la spesa, vietandole qualsiasi contatto sociale per evitare di farla interagire con la comunità italiana.

All’epoca dei fatti, i carabinieri attivarono subito il cosiddetto “Codice Rosso”, Legge 19 luglio 2019, n. 69 – Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Quindi il marito violento, di un pizzaiolo bengalese di 32 anni, è stato indagato per i seguenti reati: maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e lesione personale aggravata ed è stato portato in carcere a disposizione dell’Autorità giudiziaria.