Imola. All’inizio del consiglio comunale del 23 novembre, come ormai da consuetudine purtroppo dettata dalla pandemia, il sindaco Marco Panieri ha fatto il punto sulla diffusione del Coronavirus nelle Residenze sanitarie assistenziali del Comune.

“Gli ospiti positivi sono 141 (il 12,8% del totale); di questi 4 sono ad oggi i deceduti e 7 sono attualmente ricoverati presso il nostro ospedale. Tutti i casi in residenza sono stati visti dalle Usca (Unità speciali di continuità assistenziali) e valutati dalla geriatria territoriale; il triage è giornaliero e vengono ospedalizzati solo i casi che richiedono un trattamento ospedaliero – spiega Panieri -. I casi che restano in struttura sono quelli sintomatici, parasintomatici che necessitano di assistenza generale e di condizioni di isolamento, che sono state puntualmente verificate dalla equipe aziendale di esperti in gestione del rischio infettivo. Le criticità non sono legate alla gestione dei malati in struttura, ma alle positività subentranti riscontrate nel personale di assistenza (ad oggi 43 fra infermieri ed OOSS) che faticano a trovare sostituzioni. Questo indebolisce gli organici delle residenze, proprio nel momento in cui sono chiamate ad operare uno sforzo supplettivo”.

“Ad oggi l’Ausl su sollecitazione della politica ha provveduto anche con le proprie risorse (infermieri in CRA Venturini e OOSS in CRA Baroncini) nonostante parte del personale dell’azienda sanitaria sia in parte in quarantena (oltre 60 positivi fra Medici, Infermieri e OOSS), non consentendo di poter disporre nell’immediato di numeri sufficienti, ecco perché si sta incrementando sempre più il reperimento delle figure necessarie – aggiunge il sindaco -. Da mercoledì l’azienda è impegnata ad attivare 10 posti letto di Osco a Castel S.Pietro per ospitare pazienti Covid positivi in fase postAcuta, ma è del tutto evidente che bisogna potenziare gli organici presso le residenze se si vuole reggere questa seconda ondata. Sul versante ospedaliero oggi l’azienda sanitaria ospita 71 ricoverati Covid in area medica e 8 casi in terapia seminitensiva; per rendere possibile tutto questo hanno parzialmente rimodulato le attività di chirurgia programmata, con una riduzione di 11 sale settimanali (-20%), restando impregiudicata tutta l’attività ambulatoriale per esterni. Hanno ancora margine prima di arrivare alla saturazione totale delle risorse Covid, in termini di posti letto ordinari e di terapia intensiva, ma se possibile non si vuole sottrarre ulteriore spazio alle attività no Covid, altrettanto importanti”.

 

 

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