“Ho ricevuto un dono incommensurabile… e, ora, mi aspetta un tuffo in mare aperto. A dire il vero, non un semplice tuffo, ma un vero e proprio triplo salto mortale carpiato, in posizione libera”. Con tali parole l’imolese Padre Mauro Gambetti, mentre è stato ordinato Vescovo ad Assisi domenica 22 novembre per poi diventare Cardinale il prossimo 28 novembre dopo che Papa Francesco lo ha chiamato a questo prestigioso nuovo ruolo, ha iniziato il suo intervento nella Sacra Basilica di San Francesco davanti alle autorità, ai frati francescani che gli sono stati accanto per tanti anni, al fratello, ai parenti e a un gruppo di compagni di classe del liceo scientifico “Valeriani” (che gli hanno dato come ricordo della splendida giornata una penna Montblanc con la scritta “La mitica 5°B” e hanno fatto una donazione alla Sacra Basilica dei Francescani) e agli amici dei luoghi di ritrovo quando era studente universitario. Ha citato tutti i presenti salutandoli con particolare fervore, con un ricordo anche agli assenti che, in un periodo di pandemia pesante, non se la sono sentita di scendere fino in Umbria e lo hanno seguito in tv e sul computer.

“Domenica 25 ottobre, quando c’è stato l’annuncio sorprendente della mia nomina, sono entrato in refettorio e i miei fratelli mi hanno accolto in festa, fragorosa… anch’essa inaspettata – ha continuato il suo intervento di investitura da vescovo Padre Mauro Gambetti che ha guidato per quasi otto anni la Sacra Basilica di San Francesco -. Ebbene, mentre sentivo tutta la felicità che mi faceva corona, scandita dal suono della campana che il decano quasi roteava, dentro di me ho avvertito l’impulso ad inginocchiarmi. Non l’ho fatto perché tendenzialmente rifuggo la teatralità e non volevo rovinare il clima gioioso, ma la sensazione era quella di trovarmi davanti al Signore Gesù che si stava manifestando. Io so che vengo dalla terra. Sono di terra e mi percepisco impastato dell’umanità di tutti, con le sue bellezze e le sue miserie. e mi percepisco impastato dell’umanità di tutti, con le sue bellezze e le sue miserie. Istintivamente, l’unica reazione per me adeguata era quella di Simon Pietro, che si prostra e dice: ‘Allontanati da me che sono un peccatore’. Per questo, poi, ho riso di me, perché ho pensato al volto del Papa quando mi ha eletto e a quello di Gesù che, divertito, mi è parso che dicesse: ‘smettila, fra virgolette cretino,  sono io che ti ho scelto'”.

Al termine della cerimonia, tanta gente che lo voleva salutare divisa in file nel chiostro della balisica. Infreddoliti, ma riscaldati dal calore che emanava Fra’ Mauro, amici e compagni di scuola hanno atteso pazientemente il loro turno. Nonostante il tempo a disposizione fosse poco, sono riusciti a scambiare due parole e una foto “alvolo” con i compagni di classe de “la mitica 5°B” che hanno affrontato il viaggio per vederlo. Sperando in un arrivederci.

(m.m.)