Roma. “Massimo Ranieri è bravo e molto esigente. Viene alle prove del corpo di ballo, di cui faccio parte, che lo affianca durante alcune canzoni, ci corregge, ha l’occhio dell’artista anche a livello di danza. Poi, è la mia prima esperienza in tv a un certo livello. Purtroppo, a causa del Covid, nelle coreografie stiamo distanti, durante le prove abbiamo sempre la mascherina e ogni volta che entriamo al teatro Sistina facciamo un tampone un po’ invasivo, ma ne vale la pena”. Viola Busi, 21 anni imolese doc tanto che è nipote del grande Giorgio Marabini, debutta il 26 novembre fra le ballerine che affiancheranno per quattro puntate Massimo Ranieri nello spettacolo “Qui e adesso”, su Rai3 alle 21.30, con ospiti d’eccezione quali Francesco De Gregori, Gianni Morandi, Gianna Nannini e altri.

Un’immagine di una coreografia di ballo con Viola Busi. Sotto, l’imolese danza da sola

La storia di Viola, come ballerina, comincia invece a Imola all’età di sei anni in una scuola di danza vicino alle scuole Innocenzo da Imola.


Viola, fu amore a prima vista con la danza?
“Vidi una scarpetta da ballo come insegna della scuola in centro storico, fui subito attratta e incuriosita da quel posto, chiesi ai miei genitori Filippo e Tullia se potevo frequentarlo e loro acconsentirono. In fondo era vicino a casa e l’impegno era di due volte alla settimana. Rimasi a Imola per quattro anni studiando danza classica con l’insegnate Valentina, poi a dieci anni mio padre Filippo lesse che c’era uno stage al teatro La Scala di Milano e mi disse che poteva essere interessante partecipare”.

Fu il primo grande salto?
“A dire il vero mi presentai alla selezione senza aspettarmi niente di particolare, ma durante lo stage di una settimana all’Accademia Teatro Scuola de La Scala, fui notata dal direttore dell’Accademia Frédéric Olivierì che mi convinse a svolgere un’audizione la quale mi permise di entrare nella Scuola del famoso teatro milanese all’età di 11 anni”.

Ancora quasi una bambina, fu dura stare lontano dalla famiglia?
“Devo ammettere di sì. Durante la settimana, al mattino si andava alla scuola media convenzionata e dalle 15 alle 19 si faceva danza classica. pilates, scarpe a punta e, a volte, ballo su musica contemporanea. All’inizio stavo in Convitto e tornavo a casa solamente nei week-end, ma la mia famiglia mi mancava molto. Così mia madre Tullia Marabini prese un bilocale a Milano dove spesso potevamo stare un po’ insieme e, appena gli impegni di lavoro glielo consentivano, in alternativa veniva pure mio padre Filippo Busi. Sono rimasta fino ai 15 anni, poi tentai l’avventura all’estero”.

Dove?
“In principio entrai, sempre tramite audizione, alla Royal ballet school di Londra, dove si faceva sempre principalmente danza classica e pure per allenamento fitness, corpo libero, addominali. Non ho mai dovuto sostenere una dieta particolare, per fortuna sono magra di costituzione. Frequentavo una scuola inglese dove oltre alla lingua, si studiavano materie attinenti alla danza, da una parte anatomia, alimentazione, come prevenire gli infortuni e dall’altro business su come organizzare gli spettacoli. Però non padroneggiavo benissimo la lingua inglesee ciò mi faceva sentire un po’ sola, mi mancava l’Italia e la mia famiglia, tornavo a casa solamente ogni due o tre mesi. Sono rimasta fino ai 17 anni”.

Viola Busi

Una vita dura, a quando il gran salto oltre l’oceano?
“A 18 anni a The Ailey School di New York, ormai avevo capito che la danza contemporanea mi piaceva di più di quella classica e mi sono divertita molto a ballare sul ritmo di diversi tipi di musica. Un’esperienza fantastica durata circa un anno perché poi ho deciso di tornare in Europa, a Londra per finire la scuola, prendere il diploma e la laurea”.

A tal punto, cosa succede?
“Si cerca di andare a lavorare come ballerina. Feci un po’ di audizioni in giro e sono riuscita ad entrare in una compagnia di Norimberga, in Germania. Abbiamo fatto tanti spettacoli di danza contemporanea in un bel teatro. L’ambiente, fra noi ballerini, era positivo, si faceva amicizia facilmente. Nel mondo del ‘contemporaneo’ c’è meno competizione rispetto a quello del ‘classico’, più formale e chiuso”.

Dove ha passato il periodo del lockdown da Coronavirus?
“Sono rientrata in Italia a marzo 2020 con l’ultimo volo disponibile dalla Germania, sono tornata dalla mia famiglia”.

Ed è riuscita a mantenersi in forma?
“Lo ‘stacco’ è stato pesante per tutti, facevo quel che potevo. Esercizi in casa, addominali, un po’ di fitness e soprattutto yoga on-line che non avevo mai provato prima e mi ha fatto molto bene, è di movimento e di meditazione, ho coinvolto pure mia madre Tullia e mia sorella Luce”.

E ora, dopo l’esperienza con Massimo Ranieri, cosa pensa di fare?
“Di sicuro voglio continuare a danzare, vorrei tornare in una compagnia e mi piacerebbe andare per la prima volta nella mia vita a Berlino, mi affascina. La Germania ha tanti teatri e là la danza e il ballo sono considerati più importanti rispetto all’Italia”

(Massimo Mongardi)