Una lunga seduta del Consiglio comunale riunito in convocazione straordinaria ha trattato ieri , 25 novembre , il tema della violenza sulle donne.

La seduta era aperta alle forze dell’ordine, all’ASP, ASL, al Nuovo Circondario imolese, alla Polizia Municipale, al responsabile Servizi dell’infanzia del Comune, alle Associazioni che gestiscono i centri antiviolenza del territorio, Trama di Terre e PerLeDonne, alla Commissione Pari Opportunità del Comune, alla Rete delle donne di Imola. Presente anche la Caritas di Imola.

 In apertura il vicepresidente del Consiglio, Vacchi, ha ricordato il senso della giornata istituita dall’ONU e ha riporta dati dettagliati dell’anno 2019 su quella che ha definito una vera e propria piaga sociale. Il  Sindaco Panieri intervenuto subito dopo ha fornito alcuni dati sull’investimento dell’Asp nel 2019 e sui casi presi in carico dall’azienda. Ha tracciato il quadro della situazione attuale indicando margini di miglioramento e gli impegni per il futuro. Rafforzare il sostegno ai percorsi di fuoriuscita dalla violenza anche nella fase post Covid; la necessità di un grande lavoro culturale a partire dalle scuole e dai percorsi educativi su cui il Comune vuole impegnarsi continuativamente; l’importanza di lavorare in rete; l’intenzione di costituire un fondo strutturale permanente per il sostegno ai Centri antiviolenza del territorio; la promozione di uno sportello di ascolto. Panieri ha poi sottolineato la necessità di rendere più flessibili gli orari dei servizi per l’infanzia per favorire la conciliazione fra tempi di cura e di lavoro. Espresso anche l’intento di coinvolgere di più la Commissione Pari Opportunità, darle più spazio come sede di partecipazione delle realtà associative femminili.

Alcuni dati del territorio

Anna Strazzari del consultorio famigliare dell’ASL  ha informato delle tante attività messe in campo per la formazione degli operatori e rivolte alle scuole finalizzate alla diffusione di una cultura di rispetto fra i/le più giovani. L’importanza di interventi educativi e del lavoro coi minori è stata anche sottolineata da Daniele Chitti responsabile dei Servizi per l’infanzia del Comune di Imola. La Presidente dell’Asp Renata Rossi Solferini ha ricordato le novità del codice rosso per meglio affrontare in termini legali alcune forme di violenza classificate dalla legge del 2019 come reati. Nel 2020 l’asp ha finora investito per sostenere le donne in carico ai servizi 520.000 € (dato 2020). 47 sono le situazioni complessivamente in carico all’asp , 40 dei quali coinvolgono anche 56 minori che hanno assistito a violenze in famiglia. 18 le donne fra i 30 e i 39 anni che si sono rivolte all’Asp, 14 dai 18 ai 29, 11 dai 40 ai 49, 1 fra i 50 e i 59 anni. In 10 situazioni le violenze sono durate oltre i 10 anni , 12 dai 6 ai 10 anni prima che le donne maltrattate chiedessero aiuto. Altre 12 hanno subito da 2 a 5 anni, 16 per 1 anno. 28 hanno sporto denuncia, le altre 19 no. 20 sono le donne ospitate in emergenza 16 delle quali attraverso il PRIS (Pronto Intervento Sociale). Diversi anche gli uomini maltrattanti presi in carico dai servizi.

Le Azioni del Nuovo Circondario

Poli Beatrice coordinatrice Pari Opportunità del Nuovo Circondario in rappresentanza dei 10 Comuni del territorio ha informato della cotituzione di un tavolo politico che coinvolge le assessore alle P.O. aperto alle Organizzazioni Sindacali. Ha altresì espresso l’impegno di discutere in tutti i Comuni l’Accordo metropolitano sulla violenza di genere . L’intenzione inoltre è quella di istituire una commissione circondariale per le Pari Opportunità. La Poli ha inoltre ricordato il protocollo sottoscritto con le Organizzazioni sindacali sulle discriminazioni e le molestie nei luoghi di lavoro.

I Centri antiviolenza e le Associazioni delle donne

Di taglio molto diverso gli interventi dei Centri antiviolenza. Alessandra Davide per Trama di Terre ha evidenziato tutte le difficoltà ancora in essere per affrontare adeguatamente il problema della violenza a Imola e Circondario. Il lavoro, la casa veri ostacoli al successo dei percorsi di fuoriuscita dalla violenza. Le donne straniere faticano il doppi e sono oggetto di intolleranza e discriminazioni anche nel nostro territorio. Citando testimonianze di donne che hanno subito violenza ha evidenziato l’impostazione e l’approccio culturale che correttamente serve per azioni efficaci. Maria Rosa Franzoni del Centro dell’Associazione PerLeDonne, comunicando la chiusura del centro in segno di protesta in questa giornata, ha sottolineato il ruolo del volontariato su cui si regge il centro. Poche le risorse che arrivano al territorio. Troppo scarse per le esigenze reali. La coordinatrice della Commissione Pari Opportunità del Comune di Imola, Virna Gioiellieri, ha posto l’accento sul valore del contribuito della CPO. Il lungo lavoro svolto sulla violenza e sintetizzato in due documenti non hanno trovato seguito concreto nelle politiche dell’Amministrazione e del territorio. Si fatica a lavorare in rete e a raccogliere dati comparabili che consentano una conoscenza più approfondita del fenomeno. Per la Rete delle donne di Imola è intervenuta Giulia Barelli.  Tutte hanno sottolineato l’urgenza e il ruolo fondamentale di una cultura di genere che rompa gli stereotipi sessisti. La violenza sulle donne non è un’emergenza ma è insita nel sistema fondato sulla cultura patriarcale. E’ fondamentale intervenire su questo in termini formativi, sulla comunicazione, il linguaggio.

La seduta è proseguita con gli interventi dell’Assessora alle Pari Opportunità Elisa Spada e di tutti i gruppi consigliari  con le conclusioni affidate all’Assessora al Welfare Daniela Spadoni.