La situazione epidemiologica da Covid-19 nel territorio del circondario imolese continua a presentare diversi problemi. Un nuovo focolaio interessa l’Ospedale S. Maria della Scaletta. I contagi interessano ulteriori 13 operatori ospedalieri che si aggiungono ai 44 che sono risultati positivi al Covid a partire dal mese di settembre. Si tratta di operatrici e operatori che prestano servizio nei reparti internistici no Covid.

Per la Fp-Cgil “dalla sicurezza sul lavoro, discende la tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori e un argine alla diffusione del virus. Per questo motivo chiediamo di alzare ulteriormente il livello di sicurezza per le operatrici e gli operatori considerando alla stessa stregua tutti i reparti, ossia come se tutti i reparti fossero Covid. E ciò avviene concretamente mediante l’utilizzo degli stessi dispositivi di protezione individuale impiegati nei reparti Covid. Riferendoci direttamente alla gestione del personale, riteniamo sia fondamentale prevedere che il personale rimanga dedicato al proprio reparto, limitando gli spostamenti tra reparti Covid e reparti no Covid. Riteniamo, inoltre tardiva l’adozione di limitazioni all’accesso dei reparti ospedalieri rinforzando i limiti di accesso solo dal 26 novembre scorso. Allo stesso modo vanno rafforzati i processi di sanificazione dei reparti, nonché degli spazi comuni”.

In particolare, la Fp-Cgil sottolinea di essere “contraria al blocco delle ferie del personale in servizio, così come disposto dalla Direzione infermieristica e tecnica lo scorso 20 novembre. Il blocco si estende fino al  mese di gennaio 2021 e interessa tutto il personale dell’assistenza nel presidio ospedaliero e nel Distretto sanitario. Siamo contrari ad una informativa generica che impedisce il riposo a personale già sottoposto ad orari e turni di lavoro molto impegnativi. Il blocco delle ferie è la prova concreta che, nonostante le assunzioni fin qui fatte, la dotazione organica di personale in servizio presso l’ospedale e il distretto sanitario non è sufficiente a coprire questo periodo emergenziale e necessiti di ulteriori integrazioni o di soluzioni che permettano di garantire il riposo al personale impegnato nell’emergenza”.