Faenza. E’ venuto a mancare martedì 1 dicembre Cesare Donati, presidente del Centro sociale Laderchi, nonchè già direttore della cooperativa di ristorazione Gemos, insignito del premio “Faentino sotto la torre” 2019. Classe 1937, Cesare Donati aveva cominciato a lavorare come cuoco presso la compagnia dei vagoni letto delle Ferrovie dello Stato e successivamente all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, diventandone capo cuoco. Dopo aver vinto il concorso per il posto di direttore delle cucine Ausl di Faenza e comprensorio, venne chiamato a collaborare alla progettazione tecnica della Mensa interaziendale Gemos, di cui diventerà prima vicepresidente e poi direttore generale, oltre ad essere reggente della Casa per ferie del ministero della Marina mercantile.

Cesare Donati

Sotto la sua direzione, la cooperativa Gemos è cresciuta notevolmente: numerose le mense scolastiche, per operai e ospedaliere che col tempo sono state attivate, contribuendo allo sviluppo non solo dell’azienda ma dell’economia del territorio faentino.

Lavoro a parte, Donati ha prestato anche la sua opera nell’ambito del volontariato sociale, entrando nell’Associazione dei Centri sociali faentini, prima come vicepresidente per poi essere eletto nel 2007 presidente del Centro sociale Laderchi. Come presidente del centro sociale, così come aveva fatto nel corso della propria attività lavorativa, Donati si è sempre speso per creare un clima familiare, d’amicizia e solidarietà, cercando inoltre di trasformare il Centro in un luogo dove star bene in compagnia e per combattere la solitudine degli anziani attraverso attività ludiche e culturali.

Da subito, al fine di riorganizzare e mettere in sicurezza il Centro, si è reso conto della necessità di importanti investimenti, e così si è autofinanziato investendo sulla cucina e organizzando, con l’aiuto di altri volontari, pranzi sociali che hanno avuto da subito un gran successo. Sempre con l’aiuto e il sostegno del consiglio direttivo, Donati ha anche avuto l’intuizione di aprire l’ingresso anche ai giovani, continuando contemporaneamente ad organizzare feste, balli, gite, gare di briscola, burraco, gioco del biliardo, tombola ecc. L’attività gratuita svolta dai volontari ha garantito importanti risparmi economici che Donati (sempre in collaborazione col Consiglio) decise di usare per interventi di manutenzione del centro, tra cui la tinteggiatura delle sale, l’installazione dei condizionatori, la messa in sicurezza gli impianti, l’acquisto di un biliardo, il rinnovo della cucina, oltre al restauro – avvenuto nel 2015- dell’androne di Palazzo Laderchi.

“Cesare, prima della sua funzione sociale, per me era un amico – ricorda il sindaco di Faenza Massimo Isola – . L’ho conosciuto e frequentato in questi dieci anni di esperienza amministrativa durante i quali abbiamo fatto molti progetti; era un interlocutore affidabile e appassionato che negli ultimi anni della sua vita aveva preso in carico uno spazio, il centro sociale Laderchi, al quale ha contribuito, assieme a tanti volontari, a farlo diventare un polo vitale per una generazione di anziani che hanno bisogno di spazi come quelli, permettendogli di essere cittadini attivi e a non rinunciare alla dimensione sociale. Nella sua vita Cesare si è occupato di tantissime cose, nel mondo della cooperazione e del lavoro, con risultati sempre molto importanti. Era una persona determinata che credeva nei progetti e sapeva capire i bisogni delle persone e averne il consenso. Nell’ambito del centro sociale è stato un grande presidente sapendo coinvolgere decine di persone in attività ordinarie e importanti ma anche in attività straordinarie. Infatti se oggi siamo, a poche settimane dalla chiusura del cantiere su quel palazzo, non possiamo non ricordare l’impegno di Cesare che su sua proposta ritenne dover intervenire economicamente su quel luogo. Cesare non solo si prendeva cura di diverse centinaia di anziani soci di quel centro, con iniziative di carattere sociale, affrontando via via temi importanti per la comunità, la sicurezza, la sanità e la cultura ma si è preso cura dello spazio fisico così caro a tutta la città. Ed è per il suo enorme impegno per la città che lo scorso anno era stato insignito, a buona ragione, dell’onorificenza di faentino sotto la Torre. Alla famiglia e parenti va il mio più sincero cordoglio e di quello della città”.

(Annalaura Matatia)