Per definire il livello di una situazione, si ricorre a dati statistici, incidenze, eccezioni, quantificazioni e dati estrapolati. Noi li leggiamo, a volte quasi distrattamente, poi ce ne usciamo con un sospiro che se da un lato ha il sapore dell’acquisizione, dall’altro quello dell’assuefazione.

Dopo la giornata dedicata all’attenzione sul fenomeno della violenza sulle donne si è riproposto, in varie forme di diversa intensità, l’annoso problema della parità (un vero e proprio miraggio) tra la donna è l’uomo. E giù dati statistici riguardanti lo stato occupazionale, il livello retributivo, la tipologia di lavoro e chi più ne ha più ne metta. Levate di scudi e si è arrivati persino alle parole del Presidente Mattarella.

Considerando il tutto come il ripetersi di una situazione di innegabile realtà, richiamo l’attenzione su un “evento” (e uso questo termine non a caso) di questi giorni, una notizia che trova spazio su quasi tutti i quotidiani (e quindi perché no sul nostro?) anche con caratteri di una certa dimensione. La notizia, se l’equilibrio tra i due sessi fosse anche solo in fase di raggiungimento, dovrebbe seguire l’usuale prassi che si attiene alla formalità della scelta; al contrario, l’evento viene indicato con un senso di viva sorpresa come una scelta dirompente. Ed è proprio questo aspetto che definisce con precisione il livello statistico della differenza tra donna e uomo, il fatto, innegabile, che vede una sola unità definire il livello di incidenza: il 100%.

La signora Frappatt indosserà l’uniforme di prammatica e vestirà i panni dell’arbitro in una partita di Champions League! La prima volta di una donna! Udite, udite! Eppure, la signora con il fischietto, si è distinta già da tempo non solo come arbitro in campo femminile, ma le sue performance, la sua capacità di tenere saldamente in pugno i ventidue contendenti, la sua fermezza e capacità decisionale nell’immediato e per finire la sua potenza e resistenza alla fatica fisica dettano la misura per altri “maschi” già noti e famosi da tempo. Per dirne una, ma una sola, la signora Frappatt mentre dirigeva una partita in un campionato femminile, ha corso su e giù per il campo percorrendo, alla fine, quasi quindici chilometri per trovarsi sempre in prima linea nell’angolo di visuale e quindi di decisione.

Stéphanie Frappart (Foto di Sven Mandel da Wikipedia)

Quando la nomina di una signora, capace e brava, di provata esperienza, in un ambito sportivo di qualunque tipologia e importanza agonistica, non farà più notizia, forse avremo raggiunto un discreto traguardo nella parità tra i due sessi. Forse e non prima.

(Mauro Magnani)