Il contadino è una figura messa ai margini per troppo tempo, che ora invece, oltre a produrre cibo, sta sempre più diventando testimone e ambasciatore della propria terra e territorio.
Infatti, dopo il boom degli anni sessanta, e il conseguente spopolamento delle campagne, il contadino è come stato messo in disparte dalla società. Per anni e anni, fino soltanto al duemila, con il ritorno del tanto decantato “Km 0”.

Adesso molti giovani stanno riscoprendo la campagna mettendo in piedi delle aziende agricole. Il contadino ritorna ad occupare quindi il posto che merita nella scala sociale. Di quanti sacrifici necessita questo mestiere: l’andarsi ad affidare sempre alla benevolenza del meteo, troppo spesso inclemente. Una stagione di duro lavoro, senza vedere un centesimo, per poi aspettare la successiva e iniziare a vendere lentamente quel prezioso frutto del sacrificio quotidiano.

Del grano o il prodotto di una particolare cultura. Certo, adesso non ci sono più i contadini di una volta e non c’è più la mezzadria. Per fortuna non c’è nemmeno più quella miseria di un tempo che rivediamo nelle fotografie in bianco e nero dei nostri nonni. Quantomeno tutti, o quasi, trovano un tozzo di pane la sera. In tempo di guerra sappiamo bene che, specie nelle campagne, si faceva fatica anche a scaldare la casa. Come in montagna, dove le case sono costruite di sasso e malta, talvolta piene di spifferi. Si faticava a mettere insieme il pranzo con la cena. Si mangiavano sempre le stesse e povere cose. Adesso più che altro troviamo degli imprenditori agricoli, che non assomigliano per niente ai nostri nonni. Investono dei capitali impressionanti nell’acquisto di decine di ettari, costruendo lussuose tenute ai mezzo ai vigneti.
Infatti, circa questa circostanza, vanno a dispendersi anche i vecchi casolari contadini, ristrutturati in avveniristiche cascine “Bed and Breakfast” da cento euro a notte. Fortunatamente la Sovrintendenza ne tutela molte, e risulta complicato, per chi vuole mutare l’aspetto dei cascinali, toccare anche un solo mattone di esse.

“Sono un topo di campagna, sono il grillo
che nel cuore mi ricanta ogni sera
se l’ascolto dal paterno focolare.”
(Umberto Bellintani)

(Aris Alpi)