Imola. Una delegazione della giunta, guidata dal sindaco Marco Panieri e composta dal vicesindaco Fabrizio Castellari e dagli assessori Elena Penazzi, Elisa Spada e Daniela Spadoni, anima organizzatrice dell’evento in qualità di assessore al Welfare, si è recata nei giorni scorsi nella sede del centro logistico del “Banco Alimentare”. A riceverli c’erano il presidente della Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna,  Stefano Dalmonte e il direttore Gian Luca Benini. L’occasione della visita è stato l’incontro con i volontari e i vertici della Onlus, durante la distribuzione mensile alle strutture caritative e solidaristiche della città, delle derrate alimentari acquistate con parte delle risorse residue che il governo ha trasferito al Comune nel marzo scorso, per la ‘solidarietà alimentare’ durante l’emergenza Covid-19. In totale, il Dipartimento della Protezione civile (ordinanza n.658 del 29/03/2020) ha destinato al Comune 370.038,57 euro, per i ‘buoni spesa’.

La scelta del Comune di avvalersi del Banco Alimentare – Dopo avere erogato, al 6 maggio 2020, 126.550 euro distribuiti a 557 famiglie aventi i requisiti, (su un totale di 933 domande pervenute, in due successivi avvisi pubblici), con l’atto del 9/7/2020 l’allora Commissario Nicola Izzo ha stabilito di destinare la somma di 145mila all’acquisto di prodotti alimentari, di individuare un fornitore che potesse massimizzare i fondi a disposizione del Comune, convertendoli in buoni acquisto, e di avvalersi del Banco Alimentare Emilia Romagna per la distribuzione dei suddetti generi alimentari. In questo modo, il Banco Alimentare, che a Imola convenziona oltre venti enti e tramite essi raggiunge più di duemila persone bisognose, utilizza questi buoni nell’arco di oltre un anno, per completare e migliorare il mix che compone il paniere alimentare donato regolarmente alle strutture che segue. Il Comune ha quindi invitato, con un avviso pubblico, tutta la Grande Distribuzione presente sul territorio imolese a formulare la loro migliore offerta al rialzo, basata sull’elenco dei generi alimentari e di prima necessità, partendo dalla base dei 145mila euro. Il massimo rialzo è stato offerto da Coop Leonardo (+10%), che quindi si è aggiudicata la “fornitura”. Ora, ogni bimestre il Banco Alimentare presenta a Coop un elenco di prodotti da ritirare che vengono in poco tempo consegnati alle associazioni solidaristiche imolesi. “Da settembre 2020 questa attività ha cominciato a svolgersi concretamente con grande soddisfazione sia dei riceventi che dei donanti: un bellissimo esempio, concreto ed efficace, del rapporto sussidiario che anche il Titolo V della nostra Costituzione ha voluto sottolineare come importantissimo per le nostre comunità, grandi o piccole che siano”, spiega Stefano Dalmonte, presidente della Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna.

A questo proposito, il sindaco Marco Panieri e l’assessore al Welfare Daniela Spadoni, commentano “il Banco Alimentare ha svolto in questi mesi e svolge tuttora un prezioso servizio per la nostra comunità imolese dedicato alla consegna, un giorno al mese, alle strutture caritative e solidaristiche della nostra città delle derrate alimentari acquistate con questi contributi. Ci sembrava giusto, come nuova Amministrazione comunale, incontrare i volontari durante la consegna dei prodotti, proprio per testimoniare la volontà dell’attuale giunta di proseguire insieme questo virtuoso percorso avviato dal Commissario Izzo, perché ha dimostrato che più facilmente  si raggiungono le famiglie più bisognose del nostro territorio”.

Da parte sua, il presidente del Banco Alimentare Stefano Dalmonte racconta: “Una delle (poche) belle notizie del primo semestre 2020 è stata quella di ricevere dall’allora Commissario Izzo una telefonata con la quale si chiedeva al Banco Alimentare ER una concreta collaborazione al fine di rendere il più efficace possibile l’intervento di aiuto alimentare a favore delle fasce più fragili colpite dalla pandemia sul territorio imolese. Quello che ha colpito è stato soprattutto il chiaro concetto di sussidiarietà espresso in quella proposta di sinergia: il pubblico (soprattutto per competenza) e il privato (nel nostro caso per esperienza ormai trentennale) lavorano insieme perché ogni risorsa di denaro pubblico vada a buon fine”.

Il punto sui nuovi ‘buoni spesa’ – Dei  370.038,57 euro iniziali sono ancora a disposizione del Comune circa 98mila euro, che andranno ad incrementare il nuovo fondo che verrà trasferito all’ente di piazza Matteotti in seguito al cosiddetto “Ristoro ter” (Decreto Legge 23/11/2020 n. 154) e che ammonta sempre a  370.038,57 euro.

A questo proposito, spiega l’assessore Daniela Spadoni: “Rispetto ai nuovi contributi in buoni spesa per generi alimentari e beni di prima necessità previsti chiediamo ai cittadini di non inoltrare domande come fatto per i primi buoni spesa. E’ allo studio dell’Amministrazione comunale, infatti, una modalità che permetta di aiutare quante più famiglie possibili, nel minore tempo, con l’obiettivo di sfruttare la rete che sul territorio ha maggiormente il polso delle situazioni di fragilità e di bisogno, anche temporaneo. Sarà nostra cura dare la massima informazione possibile, appena avremo predisposto il progetto”.