Spett. redazione,
Il presidente dell’associazione “Per la buona politica”, Bruno Pelloni, rilancia sui giornali la proposta di superare l’Unione dei Comuni con il Comune unico della Romagna estense. L’emergenza Covid-19 evidentemente lo ha convinto della necessità di un’area vasta.

Anche il repubblicano Mario Betti, nostro alleato nella coalizione di centrosinistra, rivendica la proposta da lui fatta nell’ultima campagna per le amministrative.

Noi non possiamo che essere d’accordo, dato che già nel nostro programma per le elezioni del 2014 avevamo inserito il passaggio dall’Unione al Comune unico, proposta che abbiamo riproposto nel 2019.

Al di là dell’emergenza Covid-19, oggi l’Unione dei Comuni è governata da organismi di secondo livello eletti non dalla cittadinanza, ma all’interno dei Consigli Comunali, che tra loro decidono le varie deleghe ed i singoli Comuni rischiano di contare sempre meno.

A questo punto eleggere democraticamente il Sindaco e il Consiglio del Comune unico della Romagna Estense sarebbe molto più diretto e trasparente ed obbligherebbe tutte le forze politiche a presentare un programma per l’intero territorio. Un territorio che, pur nelle sue particolarità e specificità locali, è sufficientemente omogeneo è presenta problemi e situazioni affrontabili meglio con un’unica amministrazione.

Il cambiamento è sempre difficile e superare i campanilismi non sarà facile, ma per affrontare concretamente i temi complessi che ci aspettano come la sanità e l’ospedale, la mobilità, l’uso dell’energia rinnovabile, la gestione delle acque, una nuova economia verde nell’agricoltura, nell’industria, nell’artigianato, per il rilancio durante e dopo l’emergenza Covid-19, un comune di 100 mila abitanti è sicuramente più attrezzato in termini di risorse e personale.

In più la frammentazione di oggi risulta spesso antieconomica ed antiecologica. Ne sono un esempio eclatante il consumo di territorio e i centri commerciali.

Nel 2014 presentammo anche una proposta di nuovo nome del Comune unico, Romagna Estense e un ipotetico logo, ideato dal graphic designer lughese Gian Carlo Strocchi e studiato con la consulenza dello storico locale Mauro Bovoli e del poeta Giuseppe Bellosi appositamente per i Verdi di Lugo durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative.

Come esiste una Romagna Toscana, così esiste una Romagna Estense. Un territorio storicamente caratterizzato prima dalla presenza bizantina e dalle Pievi (nel logo il “campanile di Campanile”, ma le bifore e trifore sono genericamente delle Pievi) poi il Mastio di Uguccione della Faggiola eretto in età medievale e poi riedificato da Borso d’Este. La R di Romagna si rifà a modelli romani. Il colore mattone è quello degli Estensi. Il verde della scritta e l’azzurro del cielo richiamano il valore ambientale.

(Europa Verde Lugo)