Don Gigino ci ha lasciati. Il virus che in questo brutto periodo sta modificando le nostre esistenze e sta mietendo tante vittime, ce lo ha portato via.

Don Gigino Savorani

Lo conoscevo da più di trent’anni quando, direttore del Centro missionario, veniva in consiglio comunale, con l’amico Giovanni Casadio, a parlarci della condizione in cui vivevano i bambini, i giovani, le donne nelle favelas di São Bernardo do Campo e le opere che i missionari imolesi mettevano in atto per contrastare tanta miseria ed avviare un’attività sociale di promozione umana. Diventammo amici, lui continuò a sensibilizzare i consigli comunali portandoci anche le testimonianze dei missionari quando rientravano a Imola per il mese di riposo fino a quando, una missione capitanata dall’allora sindaco, Marcello Grandi, insieme con una rappresentanza di consiglieri comunali, di rappresentanti di aziende, dei sindacati si recò a Sao Bernardo e là decisero che Imola doveva collaborare con gli sforzi dei missionari per migliorare le condizioni degli ultimi che vivevano nel degrado delle favelas.

Nacque così, nel 1989 per volontà del sindaco Marcello Grandi, in accordo col vescovo Mons. Dardani, il Comitato São Bernardo, il progetto della città per sostenere il lavoro dei missionari nell’opera di salvare i bambini più a rischio dalla strada, avviandoli attraverso attività educative alla frequenza scolastica.

Don Gigino e Casadio Giovanni erano gli ispiratori, i sostenitori ed i propulsori del Comitato ed io a quel tempo ero vice presidente del grande amico Casadio Giovanni che ricopriva la carica di presidente del Comitato. Con don Gigino e con Giovanni si sviluppò una immensa stima e un’amicizia senza confini. Don Gigino era un uomo buono, un sacerdote accogliente, inclusivo, estroverso, generoso. Mi sentii da subito accolta benchè io fossi decisamente laica e non frequentassi la chiesa. I valori della solidarietà, dell’amore nei confronti del prossimo, il desiderio di aiutare gli altri , ci hanno uniti in un lavoro continuo. Don Gigino è stato per me un maestro, un amico col quale abbiamo condiviso trent’anni di vita e di attività solidale. Spesso gli domandavo come, secondo lui, fosse possibile che due persone, partendo da concezioni tanto diverse della vita e non solo, potessero trovare un accordo così armonioso e collaborativo rispetto al lavoro che svolgevamo nel Comitato. Una volta mi rispose che il Signore stabilisce per ciascuno di noi una strada ed io dovevo percorrere la mia . L’ho percorsa quella strada ed ancora la percorro nell’impegno mai affievolito nei confronti dell’attività del Comitato São Bernardo.

Questa mattina quando don Francesco mi ha informato che don Gigino non era più fra noi ho sentito come se le radici del Comitato mi franassero sotto i piedi, ho avuto un attimo di sconforto, di dolore profondo, di incertezza, finchè Daniela, una saggia amica, consigliera del Comitato, mi ha ricondotto con le sue parole a piantare i piedi per terra ed a risentirmi forte ed impegnata a ricordare i suoi insegnamenti per un fine mai cambiato. Daniela mi ha detto che se le fondamenta della casa sono costruite sulla roccia, la casa non vacillerà! Ed allora avanti, sono sicura che don Gigino non avrebbe voluto che io avessi dei vacillamenti. Grazie don Gigino il nostro amore per l’uomo sono incancellabili e stampati nel nostro cuore.

(Nadia Bassi – Presidente Comitato São Bernardo)