Mi sento di dover rendere grande onore a don Gigino Savorani per quello che è stato e che ha fatto. Scrivo da laico, ma non ho alcun problema a farlo, proprio perchè è stato don Gigino stesso nella sua vita di sacerdote a operare per il bene di tutti, al di là della confessione e della pratica religiosa. Con riferimento al Centro missionario diocesano, credo che lui abbia vissuto ed interpretato qui nella nostra diocesi, nei territori di Imola e Lugo, quanto concretamente i missionari vivevano nelle favelas brasiliane. Come i missionari portavano il messaggio di Cristo affrontando contemporaneamente la condizione di povertà sociale e culturale della gente, quindi condividendo con tutti le problematiche della vita reale, qui da noi l’impegno di appoggio e sostegno alle missioni lui l’ha voluto condividere con l’intera comunità. E in questo ha trovato consenso e condivisione totale in diversi collaboratori fondamentali, quale solo per citarne uno Giovanni Casadio, che hanno poi portato alla realizzazione del progetto Sao Bernardo che tuttora positivamente continua, caratterizzando un impegno solidale dei nostri territori.

Mi fa piacere ricordare un aneddoto del tutto personale e giocoso: fu lui a farmi salire per la prima volta su una motocicletta, io tredicenne, ed eravamo in collina; alla prima curva impegnativa, d’istinto per non cadere mi spostai col peso completamente dalla parte opposta, provocando uno sbandamento pericoloso e lui raddrizzando a fatica la sua Lambretta mi urlò “Ma che fai Franco??!! Piega, piega, piega come me! Fidati che non cadiamo!”. Credo che in molti si saranno fidati di don Gigino nelle tante ‘pieghe’ della vita.

Grazie don Gigino.

(Franco Benni)