Spett.redazione,
la situazione della Cra Venturini di Imola è ormai fuori controllo. Le cronache giornalistiche sfornano numeri negativi a ripetizione e alte criticità emergono per conoscenze dirette. Viene segnalato un focolaio all’interno della struttura ma soprattutto una “gestione” alquanto critica.

Nessuna informazione ai parenti che chiedono, giustamente, di conoscere lo stato di salute dei propri cari. Altro che non lasceremo indietro nessuno.


Una situazione critica per il numero di operatori sia oss che infermieri. Pur con un contingente di 12 operatori “prestati” dall’Asl di Imola alla struttura. Poi si scopre che 4 degenti dell’ospedale nuovo spostati presso la cra Venturini risultavano negativi per l’Asl mentre erano invece positivi per la dottoressa di riferimento, dopo i tamponi in ingresso.

Inoltre dimissioni dei responsabili di reparto ed infine un fuggi fuggi verso approdi più comodi degli operatori socio sanitari, sicuramente i meno responsabili della situazione. E allora come mai nella prima ondata si è stati bravi ed ora ci sono decessi e contagi ogni giorno? Chi si assumerà la responsabilità dei decessi? Il direttore generale? La Seacoop che gestisce da anni la struttura? Oppure dovremmo ancora sacrificare le persone anziane?

Mi sembra che sia chiara la superficialità della gestione nell’affrontare questa seconda ondata.

Anche a Castel San Pietro le cose non vanno meglio; infatti il focolaio nella Cra è stato originato da pazienti trasferiti dall’Ospedali di Imola. E cosa ancora più preoccupante è che il contagio si è esteso dal 6° al 5° piano dell’Ospedale nuovo.

Chiediamo una sanificazione immediata dei reparti, sia dell’Ospedale che delle Cra interessate di Imola e Castel San Pietro, e l’introduzione del divieto di trasferire pazienti da un reparto all’altro, nonché di impiegare lo stesso personale sanitario in reparti diversi, covid, no-covid, contagiati e puliti. Ma comprendiamo che questo non è possibile dato che non è stato fatto nessun avviso pubblico in emergenza per Operatori Socio Sanitari, e che si preferisce sfruttare i tirocinanti OSS piuttosto che assumere altro personale qualificato.

Inoltre ci risulta che gli addetti ai trasporti dei pazienti non usano le precauzioni necessarie; dopo aver trasportato pazienti affetti da infezione covid non si cambiano all’uscita della stanza quindi il virus che potrebbe essere sul loro vestiario viene portato in giro per l’ospedale.

(Corrado Bufi detto Dino – Consigliere comunale lista civica Cappello)