L’operatrice socio sanitaria Emanuela Cavallari, che lavorava al sesto piano dell’Ospedale di Imola, morta di Covid a 45 anni il 17 dicembre

Imola. “Sei sempre stata una persona speciale, dolce, umile ed altruista. La morte ti ha strappato troppo presto dalla vita … Tu e la tua bontà d’animo lasciate nei nostri cuori un segno indelebile”. E’ il saluto dell’équipe della Medicina A ad Emanuela Cavallari, la collega Operatrice Socio Sanitaria (OSS) scomparsa il 17 dicembre, dopo un ricovero di alcune settimane al Policlinico di Sant’Orsola di Bologna, prima in Malattie Infettive e quindi in Terapia Intensiva, per aver contratto la Covid19.

Emanuela Cavallari, 45 anni, era dipendente dell’Ausl di Imola dal 2018 ed ha sempre lavorato nel reparto internistico del VI piano, dove tutti i colleghi la ricordano con grandissimo affetto.

La Direzione aziendale e tutti i dipendenti dell’Ausl di Imola si uniscono nel cordoglio per questa perdita e si stringono ai colleghi di Emanuela e, soprattutto, alla sua famiglia. Non c’è consolazione per una perdita così devastante, prematura ed inaspettata, ma al di là di ogni credo chi, come Emanuela e come tanti, lavora per assistere gli altri, soprattutto i più fragili e bisognosi, lontano dai riflettori e dalla notorietà, resta immortale.L’Ausl di Imola, e crediamo l’intera comunità, non dimenticherà la grande dignità, l’impegno e l’amore con cui questa collega svolgeva il suo lavoro.

Anche il sindaco Marco Panieri si unisce al cordoglio per la scomparsa di Emanuela Cavallari, la giovane Operatrice Socio Sanitaria (OSS) dell’Ausl deceduta prematuramente, dopo alcune settimane di ricovero in ospedale, per aver contratto il Covid-19.“Sappiate che questa vostra tragedia familiare è anche un lutto per tutti noi, che ha colpito profondamente la nostra comunità, destando una forte commozione, perché Emanuela è sempre stata impegnata nel prendersi cura degli ammalati, di chi soffre, di chi ha più bisogno. Con dolcezza e generosità, come la racconta chi ha avuto il piacere di lavorare insieme con lei”, scrive Panieri nell’esprimere al marito ed alla figlia di Emanuela Cavallari le più sentite condoglianze, a nome della città e conclude: “Sono certo che il suo impegno quotidiano sul lavoro non fosse solo importante per accompagnare nel percorso di cura le persone ammalate, ma rappresentasse anche un esempio di amore autentico verso gli altri e di dedizione al proprio lavoro. Tutto questo rimarrà come un ricordo indelebile per tutti”.

Finalmente sono dunque arrivate le condoglianze che potevano essere fatte il 17 dicembre in consiglio comunale, bastava che chiunque chiedesse maggiori informazioni al consigliere Dino Bufi che ne aveva comunicato il decesso peraltro egli stesso forse “dimenticando” per la foga le condoglianze.

Proponiamo che, visto purtroppo il protrarsi dei morti di Coronavirus nel circondario quasi ogni giorno, sarebbe bene che il Consiglio  decidesse di instaurare un minuto di silenzio per costoro all’inizio di ogni seduta, sperando che la pandemia non duri troppo a lungo.

(m.m.)