Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta dell’associazione “Noi Imola” inviata al sindaco di Imola, Marco Panieri.

Caro sindaco,
siamo dispiaciuti che lei non abbia colto il senso della nostra lettera, la cui intenzione non è certo quella di mettere in discussione i numeri forniti dall’Asl né tantomeno quella di fare allarmismo, come sanno bene i cittadini che hanno negli anni potuto conoscere il nostro modo di operare e di partecipare alla vita pubblica di questa città.

Proviamo a riassumere. Dopo la prima ondata non sono mancati riconoscimenti generali per la buona risposta che, a differenza di altri territori, la città e le strutture sanitarie hanno dato proteggendo dall’epidemia il nostro ospedale e le residenze per anziani. La consegna del Grifo da parte del commissario Izzo al direttore generale dell’Asl Andrea Rossi rappresentò allora perfettamente la condivisione e la gratitudine della comunità.

E’ tuttavia evidente a tutti e incontestabile che nella seconda ondata, da ottobre in poi, le cose sono andate in modo molto diverso, a partire dalle difficoltà organizzative dell’Igiene Pubblica di Imola nel tracciare i casi positivi, nel comunicare con i cittadini e nel fornire risposte chiare e tempestive.

E’ inutile ribadire cose che lei conosce meglio di noi come la gravità del focolaio scoppiato nel nostro ospedale e quanto è successo nelle Rsa, situazione che si sta ancora sviluppando in modo preoccupante.

Al di là delle buone intenzioni, qualcosa non ha funzionato a dovere e qualche maglia della rete protettiva si è allentata.

Da parte nostra non siamo partiti a testa bassa in un attacco sconsiderato e qualunquista alle istituzioni, che rispettiamo profondamente e con cui abbiamo sempre voluto collaborare, ma ci siamo rivolti a lei in quanto autorità sanitaria locale perché sollecitasse interventi ancora più adeguati ed efficaci e, laddove necessarie, correzioni di rotta per riportare la situazione sotto controllo.

Non volevamo delegittimare l’Asl o pretendere autocritiche strumentali o imbarazzanti ma ci sarebbe piaciuta una maggiore trasparenza nell’ammettere che qualche misura o

settore non ha funzionato a dovere, per poter prenderne assieme consapevolezza e migliorare con il contributi di tutti.

Nel leggere i bollettini quotidiani dell’Asl e nelle dichiarazioni dei dirigenti non abbiamo mai trovato parole come criticità, sottovalutazione, inadeguatezza ed abbiamo avuto l’impressione che si volesse semplicemente far intendere che tutto è sotto controllo e che è stato fatto tutto il necessario.

Ogni tanto, caro Sindaco, anche le macchine più perfette hanno bisogno di un tagliando di controllo. Questo tagliando richiede il contributo (e anche la capacità critica) di tutti: non solo amministratori pubblici e dirigenti sanitari ma anche dipendenti, operatori, medici di base, farmacisti, associazioni e semplici cittadini.

Perciò non interpreti la nostra lettera come un atto di lesa maestà. I cittadini spesso applaudono, altre volte chiedono, altre volte ancora criticano.

Noi, da parte nostra continuiamo a offrire la nostra disponibilità a confrontarci, a sostenere la nostra Asl ma anche a fare osservazioni critiche quando ci parrà utile e soprattutto a concordare proposte e interventi migliorativi.

(Associazione Noi Imola)