Le nuove bici, già pronte per essere usate, vicino all’albero di Natale in piazza Matteotti
(Nikophoto)

Imola. Ben 150 biciclette nuove fiammanti, bianche con finiture arancioni e nere, la scritta Mobike e ruote che non hanno bisogno di essere gonfiate, vanno ad arricchire il parco due-ruote dei tanti cittadini appassionati che potranno utilizzarle senza chiavi e tessere. Quindi, dal 21 dicembre si vanno ad aggiungere a quelle arancioni, ormai vecchiotte e pesanti, e a quelle verdi con tessera. Le prime pedalate, tipo test, sono state del sindaco Marco Panieri, il vicesindaco Fabrizio Castellari, gli assessori Elisa Spada, Elena Penazzi, Daniela Spadoni e Giacomo Gambi che hanno provato le bici per un giro in centro storico, con partenza e arrivo da piazza Matteotti con sensazioni positive.

Niente lucchetti tradizionali, perché grazie a dispositivi gps presenti su ciascuna di esse, sarà possibile rintracciare la più vicina tramite la relativa app RideMovi, scaricabile gratuitamente su smartphone da tutti gli store, Android o Apple. Proprio l’applicazione sarà uno degli aspetti che renderà più agevole l’utilizzo di questo servizio, perché la ricerca, l’inizio e la fine del viaggio saranno tutti controllati attraverso quest’ultima, dalla quale inoltre, inserendo la propria carta di credito, sarà anche possibile effettuare i pagamenti legati alle singole corse o per l’acquisto di specifici abbonamenti.

Ed eventuali furti e vandalismi? “Sotto il 3% finora nelle città dove esiste già – spiega Davide Lazzari di Idribk srl – sia perché il gps montato su ognuna permette di vedere dove si trova la bici sia perché sono realizzate con particolari bulloni che ne rendono molto difficile lo smontaggio e la vendita. A Bologna, abbiamo riscontrato qualche atto di vandalismo, c’è sempre lo stupido che passa e dà due calci, ma pochi casi”. Speriamo, sarebbe una bella novità visto che in città purtroppo i furti delle bici finora sono stati sempre piuttosto alti.

Il servizio, che viene lanciato in fase sperimentale avrà una durata di 5 mesi, ha l’ambizione di integrarsi agli attuali sistemi di trasporto pubblico presenti in città, può essere utilizzato con la massima libertà all’interno della zona centrale della città, ma degli specifici punti di rilascio – visualizzabili all’interno della mappa presente sull’App – danno la possibilità agli utenti di poter usare le biciclette anche per spostamenti nelle zone più periferiche. Attraverso l’analisi degli spostamenti, ma anche con l’aiuto di utenti e cittadini che possono inviare segnalazioni e suggerimenti, il servizio potrà continuamente migliorare risultando il più utile e fruibile possibile nel corso della sperimentazione. Il servizio Ride movi avrà un costo di un euro ogni 20 minuti, con la possibilità di fare degli abbonamenti di 30 giorni al costo di 9,99 euro o 90 giorni al costo di 19,99 euro. Lo stesso abbonamento è utilizzabile dagli imolesi se si recheranno nelle città in cui è presente il servizio Ride movi, come ad esempio, Bologna, Mantova, Ferrara, Reggio Emilia, Milano, Torino, Venezia.

L’idea alla base del progetto la spiega l’assessora all’Ambiente Elisa Spada: “Vogliamo puntare molto sulla mobilità sostenibile per incentivare il mezzo ecologico. Questa è la direzione verso la quale vogliamo spingere il più possibile per limitare al massimo l’inquinamento dell’aria che durante il lockdown era migliorata sensibilmente e adesso è tornata invece più ‘pesante’ e pericolosa. Il tutto nell’ottica di migliorare la salute delle persone sia per ciò che respirano sia per l’attività fisica. Sono tanti coloro che quotidianamente vanno a Bologna per il lavoro  e lo studio ed altri che vengono a Imola per i medesimi motivi, tutti ne potranno trarre vantaggio, pure i turisti. Siamo in una fase sperimentale durante la quale raccoglieremo i suggerimenti di tutti in una logica partecipativa, le bici potrnno essere lasciate non solo in centro ma pure in Pedagna o a Zolino. Infine nuove corsie ciclabili verranno realizzate, ad integrazione della rete ciclabile già presente nel territorio comunale, nei seguenti tratti: Vie Serraglio, Romagnoli e Togliatti, Vie Graziadei, Patarini e Turati, Viale Dante, Via I Maggio e Vittorio Veneto. Le corsie ciclabili migliorano notevolmente il problema della sicurezza della circolazione dei ciclisti, ponendo in evidenza il tema della condivisione dello spazio pubblico e della conseguente necessità che i comportamenti di tutti i soggetti che utilizzano le strade, a cominciare dagli automobilisti, siano ovunque moderati e prudenti”.

Per il presidente di Area Blu Domenico Olivieri “viene così realizzata una innovativa evoluzione dei servizi di bike sharing, già positivamente introdotti in città da molti anni, nonché applicata la più recente normativa sulla ciclabilità, utilizzando strumenti già positivamente impiegati da decenni nel resto d’Europa. Nel corso di questo primo periodo di sperimentazione Area Blu monitorerà gli utilizzi e raccoglierà i dati che potranno poi fornire all’amministrazione indicazioni sulle necessità e sulle modalità di spostamento dei cittadini, in modo da poter fornire in futuro strumenti di incentivazione all’utilizzo di mezzi di spostamento sostenibili, sempre più adatti alla peculiarità della città”.

Il progetto, diviso in due diversi ambiti, vede da una parte l’incentivo per l’Amministrazione comunale a sviluppare la rete ciclabile cittadina, attraverso dei contributi per investimenti legati alla realizzazione di nuove corsie ciclabili, mentre dall’altra – per la parte riguardante contributi per spese correnti – è più incentrata sull’incentivare i cittadini stessi a considerare la bicicletta come valida e maggiormente sostenibile alternativa all’auto privata. In totale al Comune di Imola sono stati destinati 70.675,60 euro di contributi da, di cui 35.337,98 euro destinati alla realizzazione di percorsi ciclabili e 35.337,98 euro per incentivare l’utilizzo della bicicletta, anche in forme condivise.

(m.m.)