Questo articolo è il primo di una serie con i quali leggilanotizia intende approfondire i temi relativi al futuro della città di Imola, con lo spirito costruttivo e l’obiettivo di avviare una riflessione nella nostra comunità.

“Linee programmatiche di mandato 2020-2025”: di cosa si tratta? Forse pochi lo sanno ed ancor meno le hanno lette. È un documento assai importante, in pratica il programma che il sindaco Marco Panieri e la maggioranza del Consiglio comunale di Imola hanno approvato e che costituirà la linea-guida dell’operato della nuova Amministrazione comunale per i prossimi anni. Un documento ampio, con tante indicazioni, idee e progetti che tendono a coprire ben più di una legislatura, come del resto in più occasioni ha rimarcato lo stesso Panieri. E sarebbe utile che tutti gli interessati e specialmente quelli che criticano la nuova Amministrazione avessero conoscenza di tale documento, che si può reperire nel sito internet del Comune.

Imola vista dall’alto

Questo vuol dire che non si può proporre nulla di nuovo o che non si possono fare osservazioni? Certamente no, è possibile e soprattutto utile non solo verificare via via l’attuazione di tale programma, ma anche fornire ulteriori stimoli, idee, suggerimenti, perché si può sempre migliorare, e gli amministratori locali nell’attuale situazione di emergenza rischiano di essere assorbiti dalla quotidianità, mentre è opportuno mantenere una visione d’insieme e non perdere di vista la prospettiva strategica.

Oggi al governo di Imola c’è un gruppo giovane, motivato e rappresentativo di diverse storie e culture politiche, che si dice aperto alle novità: una occasione da non lasciarsi sfuggire per contribuire tutti a migliorare e rilanciare la città.

Il metodo

Riguardo al metodo, la prima cosa a mio avviso è l’ascolto dei cittadini, singoli e associati, delle loro esigenze e proposte, cosa che pare essere mancata negli ultimi tempi, o, almeno, così la ha vissuta la cittadinanza. Il Sindaco si sta impegnando in tale direzione, ma è necessario che tutti i componenti della Giunta ne seguano l’esempio, e così anche gli uffici: questo significa non solo disponibilità psicologica e di tempo, ma luoghi-orari-strumenti dove operare in tal senso, che oggi non possono certo essere solo quelli tradizionali. Perché esistono risorse locali, intellettuali ed associative (professori universitari, manager, giovani e start-up, artisti) che possono dare contributi interessanti e vanno coinvolte in campagne di ascolto, coinvolgimento e partecipazione attiva, fino alla gestione di servizi ed iniziative.

Le priorità

Poi, dal momento che il documento è molto ampio, occorre stabilire le priorità, alcune delle quali sono dettate dalle urgenze del presente, altre possono avere valore più generale e strategico.

Imola ha una storia importante, che non è possibile cancellare e non è giusto rinnegare, ma che va in primo luogo conosciuta per innovare e superare il passato, pena scontare problemi inaspettati. Alcune caratteristiche, anche se affievolite, fanno ancora oggi parte della identità della nostra comunità: la forte presenza della cooperazione e dell’associazionismo in quasi tutti i settori, la socialità, la solidarietà, il che ha portato a realizzare nel tempo una grande rete dei servizi. Questo oggi non basta, si affacciano nuovi problemi, ma ignorare o sottovalutare i frutti del passato può portare (ha già in parte portato) a deprimere e sfiduciare i cittadini singoli ed associati, mentre una valorizzazione può essere occasione di mettere in campo vecchie e nuove energie. Su tutto ciò ritorneremo.

Imola nell’Area metropolitana

Venendo al merito, un argomento sul quale pare necessario riflettere a fondo è quello del ruolo di Imola nell’Area Metropolitana, nella Regione e, oserei dire, in Europa: ebbene sì, riflettiamo anche su questo, considerando che aziende, professionisti, singoli cittadini operano e si confrontano con tali livelli, li vivono di persona. Del resto il Covid ha dimostrato che oggi nessuno può farcela da solo.

L’Europa: non la vediamo direttamente, tuttavia sappiamo quanti imolesi giovani e non hanno a che fare con essa? Cosa possono tutti questi dare alla comunità?

Ormai la competizione internazionale è tra grandi aree metropolitane ricche di connessioni, tra sistemi territoriali integrati, esempio la “grande Milano”; la stessa via Emilia è una specie di città-regione.

L’Area Metropolitana, dunque: la comunità cittadina deve fare un vero e proprio “salto” di mentalità, comprendere che Imola è parte (non controparte) sostanziale di tale ente ed istituzione, dunque deve mettere in campo idee e proposte e non limitarsi ad una logica di semplice rivendicazione nei confronti di una Bologna sentita spesso lontana o “altra da sé”. Aeroporto-nodo ferroviario-trasporti in genere, ospedali, Università, Fiera, Centergross, Tecnopolo, fanno parte della vita o del futuro di tanti di noi; impresa, infrastrutture, sanità, formazione e cultura sono oggi ambiti decisivi sui quali Imola non deve rimanere isolata, bensì essere parte attiva, e è propositiva, di una comunità più grande, che va avanti, fa progetti ed attrae investimenti. Anche perché molti problemi imolesi possono trovare risposte solo in ambito metropolitano o, almeno, regionale ed Imola non deve rischiare di essere una semplice periferia. Del resto la Città Metropolitana non è un ente sovraordinato ai comuni, ma uno strumento da utilizzare lavorando assieme.

(Marco Pelliconi)