L’impianto sportivo “Enrico Gualandi” all’Ortignola
(PhotoNiko)

La Uisp comitato territoriale Imola – Faenza, lancia la proposta di trasformare gli impianti sportivi chiusi da ottobre (vale a dire quelli che hanno rispettato le normative antiCovid e non hanno inventato soluzioni di comodo per aggirarle) in presidi sanitari veri e propri, in cui somministrare il vaccino a tutte le fasce di popolazione che li frequentano abitualmente. Dunque, non solo nel Centro medico dell’autodromo come si era pensato finora.

Sugli impianti sportivi, sempre sicuri come hanno dimostrato ampiamente tutti i controlli effettuati dall’Ausl e dai carabinieri dei Nas, e sulle società di gestione è calato il silenzio più assoluto. La nostra proposta concreta per riarprirli immediatamente per effettuare i tamponi, esattamente come avviene nelle farmacie e nei drive trough, è rimasta inascoltata.

“Eppure, da sempre la buona salute è una fra le armi migliori per sconfiggere una malattia – sottolinea al Uisp Imola-Faenza -. Inspiegabilmente, dunque, il Governo ha sottratto agli italiani uno fra gli strumenti più efficaci per mantenersi in forma senza gravare su un sistema sanitario già in crisi. Quale visione lungimirante è mai questa? Se fossimo certi del fatto che la chiusura degli impianti sportivi è utile per il contenimento della diffusione del Coronavirus, tutti li chiuderemmo volentieri, perché nessuno vorrebbe dare l’impressione di disinteressarsi della salute pubblica. Questa prova, però, non è tuttora emersa da nessuna analisi effettuata. Chiediamo ai sindaci del circondario di mobilitarsi per chiedere lo sblocco del Codice Ateco che consentirebbe agli impianti sportivi di riaprire in completa sicurezza”.