Imola. Era partito bene il consiglio comunale del 29 dicembre con il presidente Roberto “Stino” Visani a sottolineare: “Come abbiamo concordato nell’ultima Conferenza Capigruppo, insieme con tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, al termine di quest’anno segnato dalla pandemia ci è parso doveroso esprimere la solidarietà di questa istituzione cittadina ai familiari delle vittime del Covid che abbiamo pianto nella nostra città. Vogliamo ricordare Emanuela Cavallari, Oss della nostra Azienda Usl deceduta in questo mese dopo alcune settimane di ricovero in ospedale, per aver contratto il virus. Insieme a lei vogliamo ricordare anche gli altri 71 imolesi che ci hanno lasciato a causa del Covid. Si tratta di persone e non semplicemente di numeri, persone con una loro storia: padri, madri, sorelle, fratelli, figlie e figli, amici e tante persone anziane…Se c’è una cosa che questa pandemia ha reso evidente è la necessità di investire su un sistema sanitario pubblico che garantisca a tutti il diritto alla salute. Abbiamo capito che la libertà non è un fatto esclusivamente individuale, ma si realizza insieme agli altri, richiedendo responsabilità e collaborazione. Se avremo imparato questa lezione, ci sentiremo tutti parte di un destino comune e riscopriremo il valore della parola comunità. E allora anche la pandemia non sarà passata invano”. Al termine, il presidente ha chiesto di osservare un minuto di silenzio in piedi (proposta fatta in precedenza pure da www.leggilanotizia.it) per le tante vittime del Covid nel territorio imolese.

Il sindaco Marco Panieri ha ricordato che “la seconda ondata è ancor più difficile: il virus è più forte, più virulento per modalità di diffusione e quindi non posso non evidenziare le difficoltà non solo per la nostra città, ma per la nostra Regione, per il nostro Paese e l’intero mondo. Ci ha colpito direttamente negli affetti, annullato la nostra socialità, messo muri dove per anni avevamo lavorato per abbatterli. In tanti hanno quindi conosciuto a fondo cosa significa “sentirsi soli”. Un sentimento di solitudine che sembrava dover sparire dalle nostre vite iperconnesse con il mondo intero. Davanti a un nemico che non conosciamo ancora bene, finalmente, da domenica 27 dicembre rispondiamo concretamente con l’avvio della vaccinazione. Questo è un grande risultato che ci permette di guardare avanti con più speranza, consapevoli nel contempo che non bisogna abbassare la guardia, perché il virus non è ancora sconfitto. C’è in atto un grande sforzo della Sanità Pubblica per riuscire a risolvere le criticità di questa pandemia. C’è la necessità di ripartire. Ora non è il momento di dividersi, ma quello di trovare delle soluzioni; riconoscendo le criticità e rispondendo con le migliori risorse a disposizione. Invito volentieri, come auditori visto che non possono prendere la parola, i consiglieri della Lega Simone Carapia e Serena Bugani alla Commissione (Panieri ha messo così in evidenza le due anime diverse presenti da tempo nel gruppo della Lega, ndr)”.

Ma il capogruppo Daniele Marchetti non ha “scambiato un segno di pace”: “Ieri, 28 dicembre, per ben due volte mi è stato chiesto via mail dal sindaco di rinunciare alla mia comunicazione con la scusa che sarebbero stati chiamati in Commissione Sanità tutti i responsabili della Cra di via Venturini, mentre in precedenza si parlava solamente della presenza del direttore generale dell’Ausl Andrea Rossi. La Commissione Sanità, lo voglio chiarire, si farà oggi pomeriggio perché richiesta da tutto il gruppo consiliare della Lega e non si poteva fare diversamente. Comunque non ci consideriamo soddisfatti perché noi volevano ascoltare tutti i responsabili delle varie Cra dove ci sono stati problemi e morti per Covid. Non parlate quindi di unità di intenti e di trasparenza, non prendetemi in giro”. Insomma, ha voluto mettere a tutti i costi la bandierina.

Per Il Pd, la presidente della Commissione Sanità Sonia Manaresi ha considerato “del tutto strumentali le provocazioni del capogruppo della Lega, il partito che due sedute fa aveva detto che la comunicazione del sindaco sulla situazione del Covid portava via tempo ad altri argomenti. Inoltre, nello scorso consiglio comunale avevo già annunciato che a breve, prima della fine dell’anno, avrei convocato la Commissione e così ho fatto chiamando a riferire il direttore generale dell’Ausl, colui che conosce meglio la situazione nella sua complessità, che purtroppo oggi pomeriggio non potrà essere con noi. Quindi rimando le accuse al mittente, non abbiamo proprio voluto nascondere proprio nulla”.

Forte la vena polemica del consigliere del Carroccio Simone Carapia: “Stiamo parlando di salute e di morti, tanti, davanti a ciò doveva essere convocata una Commissione Sanitò alla settimana visto che i numeri cambiano continuamente. L’Unità di crisi in via Venturini non va bene: sono stati nominati come controllori coloro che dovrebbero essere controllati. Doveva essere chiamato un organo terzo, magari non imolese o addirittura da fuori Regione per comprendere la situazione in modo imparziale”.

(m.m.)