Imola. Situazioni critiche, in particolare nella Cra (Casa residenza anziani) di via Venturini, la seconda ondata di Coronavirus ne ha portate  parecchi in città e nel circondario. Ma non più che in Regione e nel resto dell’Italia. E in ogni modo si sta già facendo fronte ai problemi maggiori senza alzare polveroni di polemiche. Così il direttore sanitario dell’Ausl Andrea Neri e il neocoordinatore dell’Unità di crisi su via Venturini Alberto Minardi hanno “sminato” il terreno della Commissione Sanità del 29 dicembre rispondendo alle domande dei rappresentanti delle forze politiche. Toni piuttosto pacati, dopo quelli esasperati dei giorni scorsi da parte di tutti, pur con la consapevolezza che bisogna ancora migliorare.

Intanto Neri e Minardi hanno subito precisato che “nell’ambito della necessaria riorganizzazione interna alla Cra Venturini, che ha visto la ridefinizione logistica con la costituzione di tre nuclei Covid e un nucleo sospetti al piano terra e primo e due nuclei No Covid al piano secondo, con relativa separazione del personale assistenziale dedicato – si è ritenuto necessario garantire un’assistenza medica univoca e continuativa, affidando la responsabilità clinica degli ospiti agli specialisti geriatri aziendali, già esperti anche in ambito Covid. In conseguenza di ciò, si è contestualmente provveduto: a potenziare quantitativamente le ore medico assegnate alla struttura (da 28 a 56 a settimanali); a ridurre gli assistiti in gestione ai geriatri dalle cento unità precedentemente presenti (al piano terra e al primo piano) a circa ottanta (affidando l’assistenza di 20 ospiti del Piano secondo – Covid free, ad un altro professionista dipendente dell’Ausl). In conseguenza di ciò è stata formalizzata la sospensione temporanea dei medici convenzionati operanti nella struttura, senza che ciò significhi una valutazione negativa sul versante qualitativo dell’assistenza prestata. Ne è prova il fatto che l’Azienda Usl sta valutando di reimpiegarli in altre attività sul territorio (Neri ha definito il rapporto cn i medici di famiglia ‘ottimo’, ndr)”.

Soprattutto Minardi ha spinto per ribadire che “i medici che erano convenzionati sono pure medici di famiglia con le loro attivirtà ambulatoriali e non potevano assumersi carichi di ore maggiori rispetto a quelli che già avevano. Quindi, in una situazione straordinaria come quella del Covid, si è deciso di aumentare le ore con i medici di Geriatria coordinati dalla dottoressa Lucicesare. La Seacoop ha messo in campo due figure in più come coordinatori di Oss, l’Ausl ha mandato una squadra di infermieri per rimediare a coloro che legittimamente avevano fatto un’altra scelta, abbiamo messo in campo protocolli nei percorsi ‘sporco-pulito’ per non contagiarsi, un numero di cellulare sempre disponibile per i parenti che si vogliono informare sulle condizioni dei loro anziani ospiti in struttura, ci siamo dotati di un ulteriore elettrocardiografo, 5 saturimetri e 4 cellulari per ogni infermiere per piano più una nuova caposala giovane e preparata che però ha bisogno di un po’ di tempo per prendere confidenza con una Cra così grande e impegnativa”.

Minardi ha inoltre assicurato che “i quattro pazienti che il 24 novembre sono tornati in via Venturini dall’ospedale erano tutti Covid-negativi. Solo dopo una settimana, uno ha dato esito positivo, considerando che il Coronavirus ha un’incubazione di circa 5 giorni forse è stato contagiato da personale di assistenza, magari un asintomatico. Con ciò non vogliamo dar alcuna colpa agli operatori che ogni giorno lavorano e faticano in una ‘maratona’ incredibile per tutti, ma nessun paziente è stato immesso in via Venturini con leggerezza”.

Neri ha concluso ricordando che “siamo l’Ausl che fa più tracciamento nella nostra regione anche se dobbiamo ancora migliorare, abbiamo 5 Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) sul territorio. Nella Cra di Borgo Tossignano la criticità sta rientrando, nella ‘Baroncini’ abbiamo inserito in più un infermiere coordinatore e uno professionale in collaborazione con i medici di Geriatria e nella Cassiano-Tozzola è stato addestrato il personale. Il 30 gennaio arriveranno altri vaccini per i dipendenti dell’Ausl che hanno aderito oltre il 90% e a metà di gennaio contiamo di portarli nelle Cra. Quella di via Venturini era la più grande e fragile, ora non lo è più”.

Insomma, tante risposte, un atteggiamento positivo, ma non si possono dimenticare i contagi che sono cresciuti in modo esponenziale, e in seguito i morti, da metà ottobre. Forse, sapendo che la seconda ondata ci sarebbe stata e tutti sapevano che sarebbe stata forte, ci si poteva preparare meglio prima e prendere a inizio ottobre le misure che furono prese nella prima ondata. E quelle che sono state prese solamente nei giorni scorsi, come l’istituzione di una Unità di crisi in via Venturini.

(m.m.)