Bologna. I giudici che hanno condannato all’ergastolo Cavallini per la bomba del 2 agosto 1980, hanno, con le loro motivazioni aperto un capitolo nuovo sulla nostra storia recente e sui legami fra neofascisti e  potere politico. Ne abbiamo parlato con il deputato del Pd Andrea De Maria.

I giudici di Bologna hanno definito la strage del 2 agosto strage di Stato. Il compito dei giudici é concluso tocca ora alla politica trarre le conclusioni che derivano da questa sentenza. Cosa é legittimo attendersi da Parlamento?
“Le motivazioni della sentenza della Corte di Assise relativa alla condanna all’ergastolo di Cavallini per la strage del 2 agosto 1980 alla Stazione di Bologna sono molto importanti e non vanno sottovalutate a livello politico ed istituzionale.
Si conferma che terroristi neofascisti sono stati gli esecutori materiali, che settori deviati dei servizi segreti sono stati direttamente coinvolti, che la Loggia P2 ha finanziato ed ispirato i terroristi. Si dimostra, in sede di verità giudiziaria, il peso della strategia della tensione nel condizionare pesantemente la nostra democrazia, fino a definire quella del 2 agosto ‘strage di Stato’.
Ha ragione il Presidente della Associazione dei familiari delle vittime Bolognesi: si fermi finalmente chi, anche in Parlamento, continua a proporre piste alternative per mettere in discussione le responsabilità dei terroristi neofascisti. Tutte le istituzioni sostengano Magistratura e Associazione dei familiari perché si faccia piena e definitiva luce sui mandanti ed anche sulle responsabilità politiche della Strage.”

È provato il coinvolgimento dei servizi che cosa si aspetta a bonificare un settore che é perenne fronte di scandalo?
“In realtà i Servizi Segreti dell’Italia di oggi non sono gli stessi degli anni della strategia della tensione. E iniziative di riforma ci sono state. Fare piena luce su quegli anni è però fondamentale per l’ Italia di oggi. Non solo per un dovere verso le vittime del terrorismo  ed i loro familiari. Si tratta di rafforzare le nostre istituzioni democratiche facendo piena luce sulle responsabilità di chi, in Italia e dall’ estero, ha utilizzato il terrorismo nero ed il terrorismo rosso per condizionare la nostra democrazia e bloccare una prospettiva di cambiamento e rinnovamento. Solo dalla piena verità su quanto accaduto può venire la certezza di aver messo al riparo le nostre istituzioni da inquinamenti e deviazioni.”

(m.z. – Foto Luca Sartoni)