Un’immagine del videom sul dialetto al Giardino degli Angeli

Castel San Pietro (Bo). La città del Cassero celebra la 9a Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali con un divertente video a cura dell’associazione Terra Storia Memoria che sarà messo online domenica 17 alle 10 sul canale Youtube del Comune (https://www.youtube.com/user/comunecspt). Per realizzarlo l’associazione, che da diversi anni celebra il dialetto con momenti di incontro che hanno suscitato in tante persone particolare interesse e apprezzamento, ha chiamato a raccolta alcuni dei suoi soci, appassionati di lingua locale.

Al Giardino degli Angeli, considerato uno dei luoghi simbolo di Castel San Pietro Terme – spiegano gli organizzatori -, abbiamo invitato Giuseppe Casadio Loreti, Marisa Marocchi e Roberto Dall’Aglio che non solo il dialetto lo sanno parlare, ma anche leggere e scrivere, cosa per nulla semplice. Presentatrice e cantante è Sabina Niceforo dell’associazione Spazio Life, mentre  Fabio Avoni e Giorgia Bottazzi hanno realizzato il video con il patrocinio del Comune di Castel San Pietro Terme”.

La finalità di tutelare il dialetto come patrimonio culturale rimane la stessa, ma, nel rispetto delle disposizioni per limitare la diffusione del contagio da Covid-19, quest’anno l’iniziativa viene divulgata nel web e, per consentire a tutti una migliore comprensione, poesie e racconti sono sottotitolati in italiano.

“Ringrazio Fabio Avoni, Giorgia Bottazzi, Marisa Marocchi, “Peppino” Casadio Loreti e Roberto Dall’Aglio per questo breve e vivace video sul nostro dialetto, arricchito dalla voce di Sabina Niceforo che interpreta alcune canzoni nei dialetti del Nord e del Sud e girato nella splendida cornice del Giardino degli Angeli – dichiara l’assessore alla Cultura Fabrizio Dondi -. Le interpretazioni spontanee e solari ci restituiscono la bellezza di una lingua che è stata prevalente per secoli, e che ancora i nostri nonni parlano, utilizzandola per ogni situazione quotidiana. Nel video sono presenti anche alcune immagini d’epoca del nostro amato fiume – o “torrente”, come scherzosamente si dice non vogliamo sia chiamato – che idealmente rappresenta la continuità fra la lingua, le generazioni e le attività di una volta e l’oggi, molto diverso da allora ma non dimentico delle sue origini e tradizioni”.