Leggilanotizia è un giornale libero di informare e tutto ciò che succede nel settore dell’informazione ci riguarda direttamente. Per questo diamo e daremo spazio allo scontro fra Twitter e Trump. Iniziamo con l’intervento del presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna, Giovanni Rossi.

I grandi gestori dei social chiudono la porta in faccia a Donald Trump. I democratici di tutto il mondo dovrebbero gioire? Ma è il caso? I social, dopo aver dato la parola e diffuso a livello mondiale le panzane di tante persone fuori di testa e fatto danni a tutto spiano rinsaviscono e tolgono al 45° Presidente degli Stati Uniti gli strumenti attraverso i quali ha diffuso odio e fomentato violenza al punto da indurre qualcuno a paragonare gli USA a qualcosa di simile ad una “Repubblica delle banane”.

Quello che è accaduto dimostra una cosa: Twitter e Facebook (ed anche Amazon) si muovono assumendo decisioni che un tempo erano proprie degli Stati, più o meno democratici, liberali o autoritari e financo dittatoriali. Il “caso Trump” credo ci debba portare tutti a considerare finalmente la gravità di quanto si è affermato in questi anni e che tutti, o quasi, hanno ignorato: sono sorte entità private, tipicamente capitalistiche, oligarchiche, aggressive sul mercato, invasive quanto mai nella vita di tutti che decidono anche cosa può e cosa non può circolare. Oggi si può concordare con la scelta di zittire un Presidente di scarse se non nulle propensioni democratiche, ma ciò che accade ora a Trump può succedere domani a chi dovesse denunciare e scrivere cose opposte a quelle sostenute dal magnate americano. Non c’è alcuna garanzia che questo non avvenga. E questa è solo una considerazione a latere di quanto sta avvenendo.

Un giorno i grandi aggregatori “batteranno moneta” (come si diceva una volta) ed allora si faranno Stato. Qualcuno già ci prova con i bitcoin ed altri progetti analoghi. E saranno (forse è meglio dire sono) “Stati” senza controllo democratico, senza mandato popolare, entità fortissime, ma immateriali, difficili quanto mai da combattere, a decidere della nostra vita sociale, culturale ed economica.

Forse è il caso che gli Stati, quelli tradizionali, con Parlamenti e governi, si pongano il problema e comincino a legiferare anche per tentare d’imbrigliare queste potenze capaci di forti condizionamenti sugli orientamenti dell’opinione pubblica e di mettere in discussione la stessa stabilità politica e sociale di interi Paesi. Finora sembrano avere dormito o per essere più chiari siano complici degli interessi di questi grandi editori.

(Giovanni Rossi – Presidente del Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna – Foto di Sean MacEntee)