Imola. “Il contagio è in forte riduzione sia negli ospiti sia negli operatori delle Case di riposo per anziani. Attualmente abbiamo solamente due focolai, uno in via Venturini e uno a Villa Giglio, il tasso di mortalità è in decremento e il vaccino sta dando una buona copertura I dati, in percentuale, di Imola rispetto a Bologna, sono nettamente migliori”. Il direttore generale dell’Ausl Andrea Rossi, in apertura della commissione consiliare Sanità, cerca di fornire numeri confortanti, ma è una magra consolazione. Infatti, come poi ammette sempre Rossi, “il rischio di ammalarsi di Coronavirus rispetto alla media della popolazione è tre volte superiore per gli operatori Ausl e 11,5 volte superiore per gli operatori delle Cra, su ciò dobbiamo lavorare meglio con la formazione e la vaccinazione. Anche il rischio di morte nelle Cra per Covid è 8,6 volte superiore rispetto alla popolazione over 75”. Insomma, ancora una situazione molto difficile e negli scorsi mesi le cose sono andate davvero male in alcune residenze per anziani.

A tal proposito, Roberta Tattini presidente di Seacoop che gestisce la Cra Venturini dice che “fino a inizio novembre, avevamo pochi operatori positivi, poi fra novembre e dicembre ci sono stati oltre 30 decessi fra gli ospiti della Casa di riposo. Abbiamo dovuto riorganizzare una struttura grande che nelle prime due settimane di dicembre è stata rivoluzionata in tre zone: no-Covid, sospetto Covid e sì-Covid. Un lavoro di una decina di giorni durante il quale non ci siamo concentrati sul rapporto con i parenti degli ospiti, poi l’abbiamo ripreso. C’è da dire che negli scorsi mesi, diversi infermieri avevano lasciato la Cra per andare a lavorare in altre Ausl della regione (dove si lavora un po’ meno, meglio e si guadagna di più, ndr) e abbiamo avuto difficoltà nel sostituirli”.

Ed ecco il fuoco di fila dei consiglieri comunali del centrodestra. Per Daniele Marchetti della Lega “rimane forte la preoccupazione nella Cra di via Venturini con molti positivfi al Covid, quella ‘rivoluzione’ detta dalla Tattini ci risulta sia stata eseguita senza le giuste disposizione e le necessarie distanze negli spogliatoi degli operatori, anche il dottor Minardi in una precedente commissione ha ammesso che ci sono state delle leggerezze, in casi come questi sono gravi”.

Secondo Maria Teresa Merli di Fratelli d’Italia “visto il focolaio attivo nella Cra di via Venturini perché si continuano a far entrare nuovi pazienti? Inoltre, mi pare che il refettorio sia sì un luogo di socialità fra anziani, ma in questi momenti soprattutto di rischio. E mi risulta che i dispositivi di sicurezza per gli operatori siano arrivati molto in ritardo”.

Facile criticare. La Tattini ha replicato che “da parecchio tempo non accogliamo in via Venturini più nessun anziano in graduatoria, visto il rischio. Per formare le tre zone, sono serviti tempo e cautele oltre alla supervisione di personale specializzato. Inoltre i dispositivi di sicurezza come le mascherine per gli operatori, sono stati un problema fra febbraio e aprile del 2020, dopo li abbiamo sempre trovati e presi con regolarità”.

La giovane consigliera del Pd Maria Elena Trotta ha concentrato le sue domande “sulla campagna vaccinale che resta assolutamente fondamentale. L’Ausl ha pensato a luoghi nuovi per incentivarla visto che il Medical Centre dell’autodromo sarà utilizzabile solo fino al termine di febbraio? Quando avremo confezioni di Moderna e di altri tipi di vaccino, oltre allo Pfizer ora in ritardo? Come Pd abbiamo presentato un ordine del giorno per vaccinare il personale scolastico”. Rossi le ha risposto che per Imola si sta pensando all’Auditorium nuovo nell’area dell’Osservanza e presto troveremo un luogo pure a Castel San Pietro. Ci stiamo attivando per avere il prima possibile vaccini Moderna, ma non solo, altri sono quasi pronti e più facilmente utilizzabili rispetto a quello di Pfizer”

Infine, il sindaco Marco Panieri ha informato che “sabato 16 gennaio, di pomeriggio, mi sono recato alla Cra Venturini. Dopo l’attivazione del Nucleo operativo definito dall’Unità di crisi e l’avvio della vaccinazione anche per gli ospiti e gli operatori, ho voluto vedere di persona la struttura, visitando sia le aree pulite sia quelle dedicate agli ospiti colpiti dal Covid. Ho voluto incontrare il personale, riconoscendo lo sforzo, l’impegno e anche l’amore che mette nel lavoro che sta compiendo e ho esortato gli ospiti a resistere ancora nel sopportare il peso di questa pandemia, a cominciare dall’isolamento fisico, ringraziandoli per la tenacia con la quale affrontano questi mesi duri, auspicando che quanto prima si possa tornare ad una normalità di vita”. Bisognerà, temiamo, aspettare ancora parecchio.

(m.m.)