Imola. “La memoria è vaccino contro l’indifferenza. Per questo ho deciso di parlare ovunque mi chiamavano dopo 45 anni di silenzio, contro l’oblio anche perché l’odio razziale non si è mai sopito, non c’è alcuna speranza che lasci l’uomo. L’amore infatti è una strada difficile. Spero nei ragazzi, ma soprattutto negli insegnanti che se sono interessati possono far ricordare l’Olocausto in modo non noioso, se invece sono indifferenti rappresentano la piaga peggiore della società. Ricordo quando fui espulsa da scuola, resta una ferita inguaribile. La nostra Costituzione è alla base della qualità della vita, purtroppo molti prof. e genitori non la conoscono”.

Sono le frasi fondamentali dette dalla senatrice a vita Liliana Segre nella breve intervista trasmessa il 27 gennaio nel consiglio comunale dedicato al Giorno della Memoria, deportata nel campo di concentramento di Auschwitz, parole toccanti che hanno segnato positivamente la giornata cominciata al mattino con la deposizione da parte del sindaco Marco Panieri della corona alla lapide in vicolo Giudei.

In consiglio, Panieri ha dichiarato che “E’ un monito al dovere, e al tempo stesso al diritto, di ricordare sempre a quali barbarie può portare l’odio verso chi è differente da noi. C’è il dovere, che è anche un diritto, di conoscere quello che è accaduto, perché solo la conoscenza ci può salvare dall’indifferenza ‘piaga di questa società’ (“Io odio gli indefferenti”, frase del grande Antonio Gramsci, ndr), come la definisce la senatrice a vita Liliana Segre, che porta poi al ripetersi di questi episodi. Allora con soddisfazione sottolineo come anche quest’anno, nonostante la prolungata pandemia, con le sue regole di distanziamento fisico che finiscono per allontanare le persone anche emotivamente, col rischio di chiudersi nei confronti dell’altro, siamo riusciti insieme fra Amministrazione comunale, scuole, associazioni culturali, enti vari ad organizzare un calendario quanto mai ricco e interessante di iniziative per ricordare il ‘Giorno della Memoria’, il primo che viviamo in questa condizione pandemica”.

Il “regista” del consiglio comunale è stato il presidente Roberto Visani che ha ricordato “come nell’aprile del 2020 il Commissario straordinario Nicola Izzo diede la cittadinanza onoraria della città alla senatrice Liliana Segre (triste che non lo abbia fatto prima un sindaco politico, ndr)”. Visani ha poi sottolineato “l’intervento in città della Segre 16 anni fa a un seminario per le scuole e la cittadinanza al quale partecipò Vittoriano Zaccherini, deportato a Mauthausen, imolese che poi per tutta la sua lunga vita portò nelle scuole e ovunque in modo  instancabile la sua testimonianza mantenendo vivo il ricordo dello sterminio nazista. Prima di morire disse: ‘Attenzione perché ci sono già degli pseudostorici che stanno sostenendo che i forni furono realizzati dopo la fine del nazismo e del fascismo’”.

Interessante pure il video del viaggio del 2019 (nel 2020 c’era già la pandemia e non si è potuto fare) dei ragazzi delle scuole superiori che ogni anno vanno in visita al campo di concentramento di Mauthausen. Ecco alcune frasi: “C’erano ragazzi di 16-20 anni deportati come noi, che sentimento di angoscia”. “Incredibile pensare a come vivessero nel freddo quasi senza vestiti e senza scarpe e la mattina si ritrovassero, prima di uscire per andare a lavorare, i corpi di quelli che erano morti durante la notte per sfinimento o denutrizione”. “Anche noi ragazzi abbiamo pregiudizi, ora questa lezione deve servirci per eliminarli, per apprezzare le differenze fra noi”.

Poi è toccato agli studenti delle medie “Andrea Costa”, tutti con mascherina e distanziati con sopra la grande scritta “Indifferenza”, forse la parola clou della giornata. Ecco alcune parole. “L’Olocausto è stato un orribile genocidio, è stata un’indicibile crudeltà sterminare l’intero popolo ebraico da parte dei nazisti e dei loro alleati”. “Furono uccisi 1,5 milioni di bambini, i loro sogni e le loro speranze”. “Che non accada mai più, speriamo di aver lasciato dei segni”.

Infine i ragazzi delle medie Orsini che, con l’aiuto delle prof. Garbesi e Codutti, attraverso il progetto “Custodia di voci nascoste” hanno realizzato la mappa delle case e dei luoghi frequentati dagli ebrei a Imola alla fine del 1500, quando furono espulsi con bolla papale. Presto la mappa verrà affissa in vicolo Giudei vicino alla lapide dei morti nei campi di sterminio, ha promesso l’assessore alla Cultura Giacomo Gambi.

Senza dimenticare il vescovo Giovanni Mosciatti che nel pomeriggio ha tenuto un momento di preghiera e di brani letti dai ragazzi dell’Azione Cattolica in vicolo Giudei per non dimenticare.

(Massimo Mongardi)