Castel San Pietro (Bo). Dopo 24 anni di attività ha chiuso i battenti l’Associazione Volontari Pubblica Assistenza e Protezione Civile onlus di Castello. Nella comunicazione ufficiale, protocollata in Comune in questi giorni, si legge che il 14 dicembre si è dato inizio alla fase di liquidazione presso uno studio notarile alla presenza dei soci e dell’Anpas regionale riuniti in assemblea. Oggi l’associazione non svolge dunque più alcun tipo di attività e sono in corso le pratiche di cessazione e chiusura.

“Era impossibile andare avanti – spiega Riccardo Passerini, che è sempre stato segretario dell’associazione sin dalla sua fondazione a settembre del 1996, mentre si sono succeduti diversi presidenti, fino all’ultimo che è Pietro Martelli –. Con le nuove regole per la prevenzione del Covid, su 18 volontari della nostra associazione solo quattro sarebbero stati idonei a fare servizio perché con meno di 65 anni.  Troppo pochi. Io stesso ho 80 anni. Ringraziamo le autorità cittadine per questi anni di collaborazione e in particolare le scuole di Castel San Pietro Terme, dove per 22 anni abbiamo tenuto incontri sulla prevenzione degli infortuni e sulle attività di volontariato e protezione civile, e per 10 anni anche le prove di evacuazione insieme all’Associazione Carabinieri. E ringraziamo tutti i cittadini e volontari che hanno collaborato con noi in questi anni”.

“Mi dispiace molto per la fine di questa importante avventura – afferma il sindaco Fausto Tinti appresa la notizia –. Abbiamo collaborato per anni e la Pubblica Assistenza ha rappresentato un grande pilastro non solo del nostro volontariato cittadino, ma anche per l’intero sistema scolastico. Ringrazio tutti i volontari per la grande competenza e disponibilità sempre dimostrata e per la passione con cui hanno svolto ogni servizio e attività. Ci mancherete!”.

La decisione di chiudere era maturata da mesi, se già il 31 agosto l’associazione aveva deliberato la donazione del proprio patrimonio, frutto dell’attività dei volontari e di donazioni dei cittadini, a due diverse associazioni: 14mila euro all’Istituto Ortopedico Rizzoli per l’acquisto di attrezzature per l’assistenza e l’emergenza sanitaria a tutela dei bambini, e 4mila all’associazione Agire per Reagire per lo sviluppo del progetto Solletico. Mentre tutti i materiali e i mezzi di trasporto con la chiusura sono stati trasferiti all’Anpas regionale.

Come è nata la Pubblica Assistenza a Castel San Pietro Terme?

Tutto è nato nel ’96 – racconta Passerini – quando, in occasione dei 40 anni dell’Avis, mi hanno chiamato degli amici per aprire la Pubblica Assistenza, perché ero appena andato in pensione dal mio lavoro in ospedale, prima come autista di ambulanze e poi nei servizi. Avevamo la sede in Comune, siamo partiti con una vecchia auto, poi il Comune ci ha messo a disposizione un pulmino per il trasporto disabili che aveva ricevuto in dono. Nel ’99 abbiamo iniziato il trasporto di persone allettate, nel 2001 abbiamo ricevuto in gestione una prima ambulanza donata al Comune e nel 2007 una seconda. Da allora abbiamo sempre avuto due ambulanze. Nel 2005 l’associazione fu commissariata, ma dopo 6 mesi tutto si risolse per il meglio, tanto che lo stesso commissario Franco Broccoli, scelto dal sindaco e dall’Anpass regionale, si iscrisse alla Pubblica Assistenza. I volontari, che allora erano 40 (ma siamo arrivati anche a essere 46-47!), si divisero in due gruppi, uno che operava con le ambulanze come Pubblica Assistenza e l’altro con i pulmini, che poi divenne Tra.Dis.An. Inoltre 16 anni fa, abbiamo dato una mano a fondare la Pubblica Assistenza Pao.Lina a Imola”.

Quali altre attività svolgeva la vostra associazione?

“La più grossa soddisfazione per me è stata l’attività con i bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni delle scuole statali e paritarie, dove abbiamo fatto prove di evacuazione, antincendio, terremoto, simulazioni. Ho una collezione di 300 disegni e scritti dei bambini di tutte le scuole! Come protezione civile, siamo intervenuti in occasione di vari terremoti e alluvioni in Italia, siamo andati anche in Kosovo e nel Togo, e abbiamo partecipato alla grande esercitazione di Protezione Civile organizzata dal Comune nel 2017. Inoltre facevamo servizio sanitario per manifestazioni, gare sportive cittadine e per tutti i casi in cui servivano ambulanze, sempre con il BLSD per il massaggio cardiaco e il defibrillatore. Mi sono capitati anche alcuni casi, che fortunatamente sono andati a buon fine”.

E poi c’è la parte ludica.

“Nel corso di questi anni abbiamo organizzato due manifestazioni per la cittadinanza. La Befana in piazza XX Settembre, iniziata nel ’98 e andata avanti fino all’anno scorso, in cui distribuivamo 350-400 calze offerte dai volontari. Nei primi tempi c’erano solo le calze, poi abbiamo aggiunto la musica della Banda, che ringrazio per la collaborazione, in particolare la Small Band e il Gruppo Ottoni, di cui faccio parte (sono il più anziano della Banda, ho iniziato a studiare nel ’64 e sono entrato nel ’67!), e negli ultimi 4 anni abbiamo avuto anche la collaborazione dell’Associazione Carabinieri. Sempre nel ’98 abbiamo iniziato a organizzare le serate con le fisarmoniche, che si sono tenute a fine giugno fino al 2018, con musicisti ai massimi livelli, che venivano a suonare gratis per beneficenza, in cambio solo di un panino in piazza.  In più, non come Pubblica Assistenza, ma come Alpino, per tanti anni ho fatto anche il Babbo Natale alle scuole elementari e in Biblioteca”.