Bologna. “Sappiamo che questa crisi ha alimentato le diseguaglianze e le insicurezze e messo a rischio tanti posti di lavoro. Diciamolo subito: la cooperazione  sta facendo e farà di tutto per salvaguardare redditi e occupazione: nessuno deve essere lasciato solo ad affrontare le incertezze del futuro. Questo è il nostro impegno primario. La cooperazione c’è”: con questa promessa il presidente Giovanni Monti ha aperto il proprio intervento all’Assemblea delle delegate e dei delegati di Legacoop Emilia-Romagna, oltre 200 cooperatrici e cooperatori in rappresentanza delle 1.300 cooperative aderenti a Legacoop in regione che globalmente fatturano 42 miliardi di euro, contano 150.000 addetti, la gran parte soci lavoratori, e associano 2.500.000 persone, che si è tenuta oggi iin modalità online e alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il presidente di Legacoop Nazionale Mauro Lusetti.

“Stiamo soffrendo in alcuni settori – ha ricordato Monti  –, come la ristorazione collettiva, il trasporto persone, eventi, spettacoli, cultura. Ma complessivamente la cooperazione emiliano-romagnola tiene e limita i danni. Contiamo, come prevedono gli analisti di Proeneteia, che la gran parte delle cooperative torni ai livelli di fatturato del 2019 nel 2023, in anticipo sulle altre imprese che operano nello stesso campo, a testimonianza della resilienza della nostra forma di impresa”.

Tenere assieme emergenza e futuro: è questo l’obiettivo che si prefigge il movimento emiliano-romagnolo, offrendo alle cooperative – e raccogliendo dalle cooperative – idee, progetti, strumenti finanziari nuovi, consapevolezza dello scenario nel quale ci si muove.

“Investire in infrastrutture materiali e immateriali, rigenerare il contesto urbano, riqualificare il territorio e il paessagggio, ravvivare le occasioni di socialità per rafforzare la coesione in un contesto di sostenibilità e equità, all’interno dell’orizzonte europeo e delle linee guida del Next Generation Ue: su questi progetti stiamo lavorando e siamo pronti a una nuova stagione cooperativa che incrementi la qualità della vita e il benessere delle nostre comunità” ha sottolineato con forza Monti che ha concluso citando Dante Alighieri del quale ricorrono i 700 anni dalla morte: “Come Dante, anche tutte e tutti noi, come recita l’ultimo verso dell’Inferno, torneremo a rivedere le stelle”.

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli nel suo saluto ha sottolineato la necessità di integrare le azioni di governo, delle Regioni e delle imprese per cogliere le occasioni offerte dalla nuova fase che sta caratterizzando l’Unione europea. “La cooperazione può e deve essere centrale di questa fase di trasformazione del Paese e dell’Europa ed è fondamentale valorizzarla” ha affermato.

A proposito del Next Generation Ue, Stefania Tomasini di Prometeia ha sostenuto che “dei 209 miliardi di euro che spetterebbero all’Italia probabilmente, viste le capacità di spesa e di programmazione delle Pubbliche amministrazioni, ne verrà utilizzata una quota di gran lunga inferiore, circa 120 miliardi di euro”. Un destino al quale si sottrae l’Emilia-Romagna che è sempre riuscita a impiegare il 100% delle risorse provenienti dall’Europa.

L’assemblea delle delegate e dei delegati ha anche ratificato l’avvicendamento tra il direttore di Legacoop Emilia-Romagna Igor Skuk, che va in pensione e resta nel movimento cooperativo come presidente dell’ente di formazione Demetra, e Barbara Lepri che proviene dalla cooperazione di Abitanti e dalla Cooperativa Dozza di Bologna.

(a cura di m.z.)