Immaginiamo per un momento di essere al mercato. Arrivati ad un venditore di mele pensiamo “secondo me, il prezzo delle mele domani scenderà”.
Dunque chiediamo al signore dietro al bancone “Mi può prestare 10 mele? Le riporto lo stesso numero di mele domani.”, Il fruttivendolo accetta.
Ora che abbiamo 10 mele, le vendiamo per un prezzo di 1€ l’una.
Abbiamo appena guadagnato 10€.
Un giorno è passato, ritorniamo al mercato, e con molta gioia vediamo che la nostra previsione era corretta, oggi le mele vengono vendute a 0,5€  l’una.
Ricompriamo 10 mele pagando un totale di 5€, le restituiamo al gentile signore che ce le aveva prestate.
Quello che ci rimane in tasca dopo questi due giorni di mercato è il nostro profitto, 10€-5€=5€.
Il procedimento sopra illustrato, con le dovute semplificazioni, è il principio della vendita allo scoperto (Short selling in inglese), e sostituendo noi con i fondi speculativi di Wall Street (Melvin Capital, Citron Research nel nostro caso specifico) e le mele con le azioni di Gamestop (GME) abbiamo un quadro abbastanza chiaro di cosa stava accadendo prima dell’ entrata a gamba tesa degli utenti di Reddit (un sito Internet di social news, letteralmente una bacheca online).

Tutto sembrava andare secondo i piani previsti dagli speculatori, infatti Gamestop non se la passava molto bene, un po’ per colpa di una formula imprenditoriale ormai datata e un po’ per l’ attuale crisi dovuta al COVID.
Degli utenti del subreddit r/wallstreetbets (Una “sotto-bacheca” che si occupa di investimenti) però si sono resi conto che la posizione short dei fondi speculativi, nei confronti delle azioni Gamestop era molto ampia, basti pensare che il rapporto tra azioni vendute short e azioni disponibili sul mercato era pari al 140%.
Così un gruppo, principalmente composto da nati dopo il ‘96 (6.5 milioni di membri al momento della scrittura della lettera), decide di iniziare a comprare azioni di Gamestop e così facendo, secondo le “sacre” leggi del mercato, alzare il prezzo.
Ricordate che le posizioni short sono, ne più ne meno, scommesse sul fallimento o quantomeno la perdita di valore delle azioni (Se vendo a 10€ e ricompro a 5€ guadagno la differenza) quindi se le azioni salgono, chi ha queste posizioni perde la differenza, (se vendo a 1€ ma sono obbligato a comprare a 3e perdo 2€e) e il valore massimo di una azione non ha un limite massimo.
Adesso che abbiamo chiarito il “come” e gli aspetti tecnici (semplificati per maggiore chiarezza espositiva) della situazione arriviamo al nocciolo della questione ed il vero motivo del mio intervento.
Perché tutto questo è successo e perché ha creato questo clamore mediatico.

Per la prima volta un gruppo di investitori, molti dei quali sono i figli della crisi del 2008, basta legger un po’ di post sul subbreddit per farsi un’idea, battono al loro stesso gioco i fondi speculativi multimiliardari, che da tempo giocano a vendere allo scoperto, con la sicurezza di chi sa di essere semplicemente “too big to fail”.
Hanno deciso di comprare in massa le azioni di Gamestop, prima ancora che per profitto personale, per il piacere di veder soffrire le stesse élite che ritengono, a ragione, colpevoli del crollo del 2008, la voglia di vendetta supera così tanto la voglia di arricchirsi che la linea ufficiale che trapela dalla bacheca è quella di mantenere la posizione e quindi non incassare i profitti dovuti all’ aumento vertiginoso delle azioni (314.90$ al momento della scrittura della lettera).

Chiariamoci, non sono qui per fare discorsi di morale, ammesso e non concesso che esista morale quando si parla di tardo capitalismo finanziario, men che meno sono qui per fare discorsi sulla legalità e disquisire se da parte di r/wallstreetbets ci sia stata o meno una manipolazione di mercato.

Sono qui invece per dire di stare molto attenti, la voglia di vedere i miliardari piangere in tutte le reti Tv americane sul comportamento scorretto di un manipolo di ragazzi con un portafoglio finanziario risibile, la gioia ancestrale di vedere Davide diventare milionario alle spese di Golia, non può e non deve distrarci dalla più lucida e razionale analisi che, anche se quello che sta accadendo può piacerci, ciò sta avvenendo tutto dentro un sistema che  per l’ ennesima volta si riconferma come instabile, scollegato dalla realtà e facilmente manipolabile.

E qui mi rivolgo direttamente a tutti i lettori che come me hanno gioito nel vedere le élite finanziare sanguinare, seppur per poco.
Non è giocando al loro stesso gioco che si risolvono i problemi legati al capitalismo finanziario selvaggio, anche se ritengo positivo che sia stata presa consapevolezza “di classe” in questo ambito, ma è attraverso l’ attivismo politico, la richiesta di maggiori diritti dei lavoratori, soprattutto quelli delle grandi multinazionali, una maggiore sindacalizzazione globale, maggiore controllo sui mercati finanziari stessi, con politiche mosse a disincentivare manovre di mercato a fini meramente speculativi, maggiore e migliore tassazione dei grandi capitali globali.
Solo attraverso l’avanzamento di queste politiche sarà possibile evitare di nuovo crisi dove i super ricchi si salvano sempre e a pagare sono solo le classi più deboli.

Insomma, parafrasando Rosa Luxemburg, Socialismo o WallStreet, non ci sono altre alternative.

(Alberto Carnelos)