Imola. I sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e le rispettive categorie dei pensionati contestano la decisione dell’Ausl di non mandare più a casa dei cittadini i referti degli esami, bensì di utilizzare altri strumenti quali il Fascicolo elettronico, le farmacie e il proprio medico di base, per di più in un momento molto delicato come quello attuale della pandemia in pieno corsol.

“Siamo consapevoli che i tempi sono cambiati per l’informatica che avanza e che velocizza i tempi di risposta, mentre al contrario i tempi di consegna del referto al domicilio si sono allungati per la distanza del laboratorio (da Imola a Bologna) e ritardi postali, ma tuttavia dobbiamo considerare l’età della popolazione e la conformazione geografica del nostro territorio – scrivono in una lettera all’Ausl e ai sindaci dei dieci Comuni del Circondario Mirella Collina per la Cgil, Gian Nicola Frascione per la Cisl metropolitana e Giuseppe Rago per la Uil -. Non tutte le persone risiedono nei centri abitati e possono avere difficoltà nel recarsi presso le farmacie e i medici di base. Inoltre, non tutti sono in grado di utilizzare gli strumenti informatici e la linea internet non è  efficiente in egual modo su tutto il territorio del circondario imolese. Siamo consapevoli che nel tempo le persone utilizzeranno sempre più il fascicolo elettronico e lo dimostrano i numeri evidenziati dall’Ausl di Imola (il 48% utilizza il fascicolo elettronico) ma in questo momento di pandemia ci sembra prematuro e  inopportuno accelerare questa procedura. Far spostare gli anziani in luoghi pubblici come le farmacie o presso i medici di base, è davvero la scelta giusta ora che la pandemia colpisce ancora così pesantemente il nostro territorio? Ci sembra anche illogico in un momento di crisi economica far pagare ai cittadini che si recano in farmacia, le fotocopie dei referti”.

“Come organizzazioni sindacali – concludono i segretari dei sindacati confederali – riteniamo perciò utile proseguire con la sensibilizzazione ai cittadini per l’attivazione del fascicolo elettronico, ma allo stesso tempo chiediamo di sospendere l’avvio della nuova procedura almeno fino alla fine della pandemia e attivare da subito un tavolo di confronto”.