Spett, redazione,
la battaglia per la difesa dell’Ospedale di Lugo è una battaglia che viene da lontano. Già nel 2013, quando s’iniziò a parlare dell’Ausl della Romagna e ci furono le prime avvisaglie della trasformazione del nosocomio cittadino, ci mobilitammo, per informare la cittadinanza, fare incontri pubblici, smobilitare l’opinione pubblica. In difesa dell’ospedale di Lugo raccogliemmo anche migliaia di firme.

E finalmente hanno iniziato ad arrivare buone notizie. L’ospedale di Lugo tornerà a essere autonomo e avrà nuovamente una sua direzione sanitaria. Questi sono passi concreti nella direzione del pieno ripristino della funzionalità struttura, dopo anni di depotenziamento.

Grazie al lavoro fatto con tutte le forze della maggioranza che guida la città di Lugo e sostiene il sindaco Ranalli, si è arrivati all’elaborazione di una posizione chiara e decisa sul nostro Ospedale, seguita da un corposo documento approvato in Consiglio comunale, che ha portato l’Ausl a rivedere molte scelte del recente passato.

Altro che centralizzazione e megastrutture. La pandemia in atto ci ha fatto capire duramente che è fondamentale puntare sulla medicina legata al territorio. Medicina territoriale, cure domiciliari, prevenzione primaria, piccole strutture funzionali e strutture dedicate unicamente alle pandemie presenti e future. Questa deve essere la direzione.

Quando i Verdi si opposero all’Ausl della Romagna, anche con il voto contrario in Regione, rimasero isolati nel centro sinistra, ma oggi possiamo dire di averci visto giusto.

Se pensiamo che pochi anni fa si voleva togliere dall’ospedale la terapia intensiva e che oggi invece, dopo aver rappresentato un importante presidio a livello provinciale e anche regionale nella lotta al Covid-19, viene potenziata e che ci sarà una direzione sanitaria autonoma, possiamo davvero essere contenti.

Resta molto da fare, ma questo è un vero cambio di rotta e un significativo passo in avanti.

(Verdi / Europa Verde Lugo e Romagna Estense)