“La firma dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici è per noi un risultato straordinario che interessa un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori. Il cuore di questo nuovo contratto è rappresentato dall’amento del salario e dalla riforma dell’inquadramento professionale”, questa è stata la dichiarazione a caldo fatta alla stampa dalla Segretaria generale della Fiom-Cgil Francesca Re David il 5 febbraio scorso pochi minuti dopo l’avvenuta firma su un’intesa che chiude tredici mesi di vuoto contrattuale, quindici mesi di trattative sulla piattaforma sindacale, diverse giornate di mobilitazione e scioperi, il tutto con la pandemia da combattere e il lavoro da difendere

Solo pochi mesi addietro, dopo certe dichiarazioni del Presidente di Confindustria Carlo Bonomi, in piena emergenza pandemica e con centinaia di migliaia di posti di lavoro a rischio, nessuno avrebbe scommesso in un’intesa così importante, nelle ultime settimane precedenti l’accordo i sindacati dei metalmeccanici Fiom, Fim e Uilm e le associazioni imprenditoriali Federmeccanica e Assistal hanno intensificato la trattativa fino ad arrivare ad una non stop che partita il 2 è terminata il 5 febbraio solo al raggiungimento del nuovo contratto che ha validità fino a giugno 2024.

Al termine della lunga mediazione questi sono i contenuti principali dell’accordo, un aumento salariale medio a regime di 112 Euro, sono confermati per ogni anno di vigenza contrattuale 200 Euro di flexible benefit previsti nel contratto precedente, è stato realizzato l’aggiornamento e la revisione dell’inquadramento professionale adeguandolo alle profonde trasformazioni tecnologiche e organizzative avvenute dal 1973 (data a cui l’attuale inquadramento risale) ad oggi e questo ha ottenuto l’importante risultato di superare il primo livello  (manovale comune) permettendo a migliaia di lavoratrici e lavoratori il passaggio automatico al secondo livello a partire da giugno 2021, si rafforza tutta la parte normativa riguardo alle relazioni sindacali, ai diritti di informazione e partecipazione, al diritto soggettivo alla formazione, al tema della salute e sicurezza, al contrasto alla violenza contro le donne e vi è la novità rappresentata dall’introduzione della clausola sociale sugli appalti pubblici. Mentre sul lavoro agile (smart working) le parti si sono impegnate a definirne la normativa completa entro la stesura completa del testo contrattuale.

Il giorno successivo la firma del nuovo contratto, il 6 febbraio i sindacati dei metalmeccanici Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil hanno riunito, nella mattinata separatamente e nel pomeriggio congiuntamente i propri organismi dirigenti in presenza e online per valutare e votare sull’intesa raggiunta.

Il 6 febbraio il Comitato Centrale della Fiom-Cgil si è espresso con una maggioranza di oltre 90% a favore del nuovo contratto (solo 6 contrari e 3 astenuti), ancora più largo il consenso dei Direttivi Nazionali di Fim-Cisl e Uilm-Uil, mentre nel pomeriggio gli organismi dirigenti nazionali dei tre sindacati si sono riuniti congiuntamente per dare l’avvio alla campagna di assemblee unitarie in tutti i luoghi di lavoro per esprimere un giudizio su tutta la trattativa ed illustrare i contenuti dell’accordo, accordo che verrà poi sottoposto a referendum vincolante tra tutte le lavoratrici e i lavoratori.

(Edgardo Farolfi)