Imola. Per Gianmaria Balducci, presidente di Cefla, l’anno nuovo ha portato un impegno nazionale impegnativo, la guida nazionale del settore produzione, lavoro e servizi di Legacoop. E in questa nuova veste lo abbiamo intervistato.

Cosa comporta il salto di responsabilità, dalla singola azienda (Cefla) ad un comparto nazionale (produzione, lavoro e servizi?
“Avere 2500 associati che vogliono dar seguito alle loro esigenze, tenendo conto della loro specificità (che sono tante e molto diverse), pur con elementi comuni perché tutte noi mettiamo al centro del nostro operare il socio lavoratore; adesso stiamo cercando in questa fase di aiutare a quelle più colpite dalla pandemia e le sue conseguenze economiche.”


E cosa si attendono dal presidente del comparto?
“Due cose principalmente, rendere operativa l’intelligenza collettiva e il network cooperativo (la cooperazione tra cooperative è uno dei sette principi fondamentali  della cooperazione, anche se ogni tanto viene un po’ trascurata) e garantire la rappresentanza istituzionale a tutti i livelli da quello locale a quello regionale e nazionale (che è quello più importante) per cercare di portare avanti i temi che ci stanno a cuore, dalle proposte per lo sviluppo del paese fino alla capacità di intercettare e dare il nostro contributo sul modo migliore di investire i fondi della Recovery fund che arriveranno nei prossimi mesi,”

Se parliamo di Recovey fund, dobbiamo arrivare subito al governo Draghi che ha appena ricevuto la fiducia del Parlamento. Quale la prima impressione?
“Io spero che agisca da economista molto pragmatico e che voglia indirizzare le risorse in investimenti non nella spesa corrente (come ha già ricordato perché queste risorse in gran parte saranno debito da restituire) e quindi cerchi di indirizzarle nel modo più puntuale e più efficace possibile soprattutto verso quelli che sono gli obiettivi di questi fondi cioè la prospettiva di medio lungo termine per le future generazioni.

Ci sono piccoli segnali che mi confortano e un piccolo segnale molto concreto è quello relativo alla campagna di vaccinazione: si farà nei palazzetti dello sport e nelle caserme senza costruire strutture temporanee che sarebbero stato in costo naturalmente a una inefficienza da tutti i punti di vista. Quindi sa già declinare le priorità, a partire in primis dalla salute consapevole che abbiamo bisogno di recuperare la fiducia verso il futuro: se questa fiducia si ritrova oltre ai fondi del Recovery (che vanno investiti bene non sperperati) troveremo altre risorse anche per sostenere le persone più in difficoltà Ma bisogna investire di più sui progetti che possono creare occupazione, agevolare l’impresa italiana e aiutarla a competere col mondo e ad attrarre investimenti anche da  altri paesi; una grande opportunità arriverà anche dal turismo e dalla cultura (non appena si raggiungerà una qualche forma di normalità).

In Italia vedo come eccellenza l’industria specializzata e poi dobbiamo sfruttare il patrimonio turistico ambientale e enogastronomico.”

Gianmaria Balducci, presidente del gruppo Cefla

Come dimostra per certi aspetti il caso di Bologna che si è scoperta magnete turistico.
“ Bologna è stata favorita moltissimo anche dal sistema di infrastrutture che può offrire  (e non a caso sarà un altro dei filoni di investimento).”

Come pensate, di poter intercettare le risorse per la crescita e lo sviluppo delle coop?
“Oltre la conferma auspicabile per il settore industriale quello che conosco meglio e mi è più vicino, penso alle incentivazioni sulla proprietà intellettuale e di conseguenza sui crediti d’imposta su quello che investiti in ricerche e sviluppo, sulle agevolazioni fiscali sui brevetti (patent box) e tutto quello che orbita attorno all’industria 4.0 e quindi tecnologie nuove con una parte digitale importante anche nell’ambito del controllo da remoto. Poi abbiamo il settore della logistica, soprattutto quella dell’ultimo miglio va ripensata e noi nel settore cooperativo abbiamo aziende importanti di logistica che facendo rete, per avere una massa critica adeguata, potrebbero pensare alla creazione di piattaforme di magazzini di mezzi anche molto sostenibili per fare il famoso ultimo miglio e quindi la consegna capillare che ormai è sempre più diffusa per tanti prodotti e impostare una piattaforma eccellente sul food. Vediamo che anche in Italia stiamo assistendo a grandi movimenti (cito Coop e Conad per tutti) e sono interlocutori che cercano partner che riescano a servirli su tutto il territorio nazionale in modo puntuale.

Un altro settore che dovrà ripartire è quello della ristorazione collettiva dove siamo presenti con Cir Food e Camst che sono stati colpiti in maniera pesante dallo smart working e dal procedere a singhiozzo delle scuole. I due presidenti sono molto giovani e operano con una visione lunga e stanno già pensando a come riposizionare le loro aziende.”

Presidenti giovani, quindi è in azione un deciso ricambio generazionale dentro le cooperative?
“Credo che questo uno dei motivi centrali per cui sono stato indicato come presidente nazionale. Chi ha spinto la mia candidatura. mi ha visto come la persona che, per l’autorevolezza che mi deriva dall’azienda e da ormai 7/8 anni di presidenza della Cefla poteva traghettare un vero ricambio generazionale. Anche i livelli istituzionali stanno premiando il pragmatismo; oggi c’è bisogno di correre tanto perché il mondo si sta muovendo molto in fretta, questa pandemia, per assurdo. invece che rallentare ha accelerato tante dinamiche e quindi se non si va si rischia di diventare obsoleti.”

Oltre al ricambio generazionale c’è anche un nuovo equilibrio di genere dentro le cooperative?
“Abbiamo figure femminili di grandissimo spessore nel nostro mondo partendo da Chiara Nasi,la presidente di Cir Food, che è anche vicepresidente nazionale di Legacoop; ci sono altre eccellenti figure femminili che sicuramente possono ritagliarsi uno spazio maggiore  anche in un mondo tipicamente maschile come quello della logistica e dell’industria, e sono anche le prime che dicono che non vogliono che questo riconoscimento sia ottenuto attraverso le quote rosa, bensì per merito e per il  valore aggiunto che danno; aggiungo che in un mondo sempre più digitale dove c’è da stare attenti alla comunicazione che sta diventando molto istintiva e di reazione, la discrezione e l’attenzione femminile nella comunicazione è un fattore chiave per far sì che le donne si prendano  maggior spazio in tutto una serie di ambiti a quindi sono la digitalizzazione favorirà e democratizzerà la parità di genere.”

Come sintetizzare i primi impegni?
“In questa fase i temi principali sono chiai. Cercare di star vicino ai settori che sono stati più colpiti, tra tutti i l’ambito culturale e degli eventi perché è completamente fermo e per fortuna ci cono cooperative lungimiranti che stanno già cercando di organizzarsi per il dopo pandemia. Poi ,come ho già detto, massima attenzione al settore della ristorazione e a quello del trasporto delle persone, particolarmente colpito dalla destrutturazione della mobilità (e penso alle coop dei taxi e del noleggio) senza scordare il settore delle agenzie di viaggio.

Questo sarà, inoltre, un anno chiave per riorganizzare la struttura a partire dal maggior spazio da dare alla nuova generazione di quarantenni e inserirli nei ruoli chiave; questo passaggio non deve farci dimenticare la nostra storia, i nostri valori ma ci deve spingere ad un nuovo stile,  nuovo approccio, a a star vicino al cooperative in modo più puntuale, più incisive e più diretto.”

(m.z.)