Tutte le scuole, a parte quelle dell’infanzia, saranno chiuse dal 25 febbraio

Imola. La tutela della salute deve essere la priorità di tutti. Detto questo, nel momento in cui si decide di intervenire per scongiurare l’incremento dei contagi da Covid-19 in determinate aree a rischio, bisogna accompagnare le misure simili al lockdown con adeguati interventi, sia per quanto riguarda i ristori delle attività economiche sospese o limitate, sia per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle famiglie. Ecco la premessa di Cgil, Cisl e Uil a livello regionale.

“Con l’ordinanza regionale che coinvolge dal 25 febbraio e fino all’11 marzo quattordici comuni della nostra Regione (tutti i dieci dl Circondario Imolese più i quattro confinanti Bagnara di Romagna, Conselice, Massa Lombarda e Riolo Terme), e istituisce una zona arancione rafforzata, verrà sospesa l’attività didattica in presenza di tutte le scuole, tranne i servizi 0-3 anni e le scuole dell’infanzia. Tuttavia nessuno si fa carico di istanze e difficoltà delle famiglie, genitori e lavoratori – scrivono in un comunicato i sindacati confederali -. Abbiamo già denunciato la mancata proroga per il 2021 dei congedi straordinari Covid nei casi di quarantena e sospensione della scuola in presenza per singole classi con casi positivi, frequenti anche in zona gialla. Ora ci troviamo di fronte a un provvedimento, legittimato dall’andamento epidemiologico, che va a restringere ulteriormente le misure anche della zona rossa ‘classica’, che dispone la chiusura solo a partire dalla seconda e terza media”.