A partire dal 25 febbraio, e fino all’11 marzo, scatta l’ordinanza regionale che impone la zona arancio scuro sul territorio dell’Ausl di Imola e su ulteriori 4 Comuni limitrofi sul territorio dell’Ausl Romagna. L’ordinanza modifica le regole di quarantena dei contatti e di isolamento dei casi.

Nello specifico: sarà ulteriormente stringente il tracciamento, che coinvolgerà tutti i contatti dei casi positivi, anche non conviventi; le quarantene per i contatti di caso positivo avranno una durata di 14 giorni e termineranno a seguito di esito negativo di tampone molecolare. Non sarà quindi possibile uscire dalla quarantena dopo soli 10 giorni né a seguito di un tampone antigenico rapido effettuato dal medico di famiglia; l’isolamento dei casi positivi, fatto salvo l’esito negativo a tampone di controllo intermedio, terminerà solo con esito negativo di un molecolare eseguito dopo 21 giorni di isolamento; qualora un cittadino ritenesse di avere avuto un contatto a basso rischio (occasionale) con caso positivo che non risultasse tracciato, potrà contattare il medico di famiglia che valuterà se procedere con un antigenico rapido o a segnalare all’Igiene Pubblica la necessità di un molecolare.

Contestualmente, fra il 25 e il 26 febbraio saranno garantite le consegne delle dosi di vaccino Astra Zeneca ai medici di famiglia, che dalla prossima settimana potranno avviare prenotazioni ed esecuzione della vaccinazione del personale della scuola, fino ai 65 anni di età ed esenti da patologie per cui il vaccino sia controindicato. Sono 2000 le dosi in consegna, assieme ai kit necessari per effettuare la vaccinazione (siringhe e dispositivi di protezione individuale). Il vaccino Astra Zeneca è confezionato in flaconi decadose, che una volta aperti hanno un breve periodo di conservazione, pertanto i medici organizzeranno le sedute vaccinali conseguentemente. Ulteriori dosi saranno distribuite non appena l’Ausl le riceverà.

Nell’arco dei 15 giorni di validità dell’ordinanza dovrebbero in tal modo essere somministrate le prime dosi a gran parte del personale scolastico. Si precisa che la vaccinazione potrà essere effettuata esclusivamente a chi è assistito da un medico di famiglia convenzionato con l’Ausl di Imola. Nel periodo di validità dell’ordinanza regionale, saranno inoltre effettuati screening tramite tampone molecolare su studenti ed operatori nelle situazioni scolastiche che, per l’andamento epidemico delle scorse settimane, si sono rilevate maggiormente interessate da casi di positività secondaria, su valutazione dall’Igiene e Sanità Pubblica, che contatterà direttamente gli interessati.

“Il combinato disposto delle azioni di screening, tracciamento e quarantena, vaccinazione e delle restrizioni previste dall’Ordinanza regionale dovrebbero portare ad un rallentamento del contagio e rallentare il trend incrementale dei ricoveri, particolarmente preoccupante dal week end scorso – spiega il direttore generale dell’Ausl di Imola Andrea Rossi – Solo nelle ultime 24 ore siamo passati da 49 a 57 posti letto occupati nei reparti internistici Covid. Rispetto alla scorsa settimana l’occupazione è quasi raddoppiata. E’ quindi doveroso ringraziare i dieci sindaci del nostro territorio, l’assessorato regionale alla Sanità e il presidente Stefano Bonaccini per aver fatto questa scelta, certamente difficile e molto sofferta per tutti ma, dati alla mano, necessaria per la tutela della salute collettiva”.

Nel frattempo in ospedale si stanno riaprendo ulteriori due posti letto di ECU, il reparto semi-intensivo per pazienti che esigono ventilazione esterna. Le aree internistiche sono già state dilatate fino a 58 posti letto, ma si è pronti ad ulteriori aumenti di posti letto. Contestualmente le attività chirurgiche saranno ridotte: si interverrà solo su urgenze ed emergenze, in modo da garantire i posti letto ordinari e di terapia intensiva necessari per far fronte all’emergenza, sempre all’interno del sistema della rete metropolitana.

Nessuna modifica per le visite in Ospedale, che sono sempre rimaste soggette alle misure di prevenzione del contagio. In generale, l’accesso alle strutture sanitarie è consentito al solo assistito che deve effettuare la prestazione, previa compilazione del modulo di autocertificazione e verifica delle misure di protezione e prevenzione ai check point (temperatura, mascherina, igienizzazione). Un solo accompagnatore è autorizzato per minori, persone non autosufficienti e donne in gravidanza. Le visite ai degenti ospedalieri o dell’ospedale di Comunità di Castel San Pietro non Covid di norma non sono possibili. Sono autorizzate dai medici di reparto eccezioni in caso di pazienti in fase terminale, in condizioni particolari (non auto-sufficienti, con gravi disabilità/disturbi cognitivi), con necessità specifiche di supporto, pediatrici e per pazienti ostetriche. In base al livello di rischio, per accedere all’area di degenza, viene previsto anche per il visitatore uno screening periodico con tampone rinofaringeo

Dal 25 febbraio sono sospese le visite dei famigliari alla CRA Venturini. La decisione del Nucleo Operativo dell’Unità di Crisi, volta alla massima tutela degli ospiti, è già stata comunicata ai famigliari. Saranno garantite le videochiamate e le visite nei casi di pazienti in condizioni terminali.