Imola. Probabilmente le scuole andavano chiuse prima visto l’andamento dei contagi, ma è una “extrema ratio” che non si prende a cuor leggero sia perché le lezioni in presenza sono assai migliori di quelle in dad, sia perché la grande maggioranza dei genitori è contraria soprattutto per motivi di lavoro e, talvolta, pure perché non è disposta a fare duri sacrifici per i propri figli. Su ciò si è giocato il tumultuoso consiglio comunale piuttosto del 25 febbraio sulle comunicazioni del sindaco riguardanti la situazione della pandemia aggravatasi tanto da portare a una zona “arancione rafforzata”.

Il primo cittadino Marco Panieri ha spiegato che “sono aumentati in modo consistente i contagi nelle scuole e fra i giovani fin sopra i vent’anni, pure a causa di una variante. Quindi mettere la scuola in un ‘rosso scuro rafforzato’, visto che nemmeno in zona ‘rossa’ si prendono provvedimenti così duri, è stata una decisione necessaria seppur presa a malincuore. Anzi, dal 26 febbraio come sindaci del Circondario abbiamo preso provvedimenti ancor più severi sullo sport, i parchi giochi, le biblioteche e altro obbligando i centri commerciali a  contingentare attentamente entrate e uscite. Inoltre, stiamo chiedendo con insistenza più vaccini vista la gravità della situazione del nostro territorio. Il punto scoperto finora sono i congedi familiari per seguire i figli a casa in dad, ci stiamo attivando per risolverlo in collaborazione con la Regione dove è diventata ‘arancione rafforzato’ pure tutta la Città metropolitana”.

Per Imola Coraggiosa, Filippo Samachini ha definito “i provvedimenti un passo in avanti, anche se si tratta in sostanza di una ‘zona rossa’ per le scuole e una ‘arancione’ per le attività commerciali. Se fosse stata messa tutta ‘rossa’, sarebbero più facili i controlli. Ricordiamoci che il Coronavirus gira sulle gambe delle persone, il presidente della Regione Stefano Bonaccini doveva essere più cauto dicendosi a favore delle aperture, dove possibile, dei ristoranti a cena facendo registrare così una strana convergenza con i vertici nazionali della Lega. La realtà è che ci sono pochi vaccini, la Ue si è fidata delle multinazionali mentre nella vicina San Marino stanno usando lo Sputnik, prodotto dalla Russia”.

Come sempre durissima la requisitoria del leghista Simone Carapia: “Tutti sanno che con una percentuale di contagi superiore al 4%, diventa difficile tracciare. A Imola, siamo da lungo tempo sopra al 4% con oscillazioni giornaliere sopra al 9%. Il 9 febbraio la nostra Ausl ha fatto segnare il record negativo regionale per i giovani da zero a 24 anni superando il 30% con punte oltre il 44%, una situazione esplosiva. I provvedimenti presi ora andavano anticipati e non si capisce perché non si sia agito come in Lombardia dove sono state chiusi pure asili nido e materne”.

Sempre per il Carroccio, Daniele Marchetti ha contestato che “non è stato dato il tempo ai genitori per organizzarsi a lasciare a casa i bambini. Quindi c’è stata una comunicazione tardiva e inoltre non corretta perché bar, ristoranti e negozi sono aperti, ma molti cittadini non l’hanno capito perché è stato detto loro di uscire solamente per stato di necessità. Fate sapere che le attività economiche sono aperte, tutelatele”.

Sempre per il centrodestra Nicolas Vacchi di Fratelli d’Italia ha fatto notare che “almeno dal 9 febbraio era chiaro che il tracciamento era saltato, siamo maglia nera sui giovani da due settimane e nel frattempo c’è stato qualche controllo, e solamente in alcune mattine, davanti alle scuole. Era ovvio che non bastasse”.

E’ toccato poi a Ezio Roi per il Movimento 5 stelle: “Quello che sta succedendo ora era prevedibile, io lo faccio presente da novembre. Abbiamo più volte chiesto al sindaco più severità e ristori per le attività penalizzate e non ci ha mai risposto. Non ha nemmeno preso in considerazione la nostra idea di nominare un assessore alla Sanità competente e si è tenuto una delega così importante, ora la colpa è sua”.

Marinella Vella, della lista Cappello, ha dichiarato: “Personalmente ho visto nei mercati controlli resi molti difficili e poi, mentre la Polizia Locale cercava di farlo, a 10 metri di distanza ci sono ragazzi che parlano fra loro senza mascherina. E non solo giovani, anche gruppi di mezza età e anziani che parlottano a minima distanza con la mascherina al mento. Bisogna fare più multe, e più salate, a chi non rispetta le regole. Le scuole con focolai estesi andavano chiuse prima”.

Alan Manara per “Imola Corre” ha fatto notare che “la pandemia è in atto e pericolosa a livello mondiale, non solo a Imola. Ci sono nazioni e regioni italiane messe peggio del territorio imolese. Ma i provvedimenti della giunta sono stati necessari, con 93 classi in quarantena non si poteva fare altro, quindi li appoggiamo anche se capiamo lo sconforto dei genitori. Per i vaccini, sollecitiamo dosi anche per i disabili e per il personale scolastico”.

Per il Pd Sonia Manaresi ha sottolineato ironicamente “l’inaspettato atteggiamento chiusurista dell’opposizione di centrodestra a Imola quando i propri rappresentanti nazionali parlano di aperture ancora oggi e per lungo tempo in estate li abbiamo visti in mezzo ad assembramenti senza mascherina. Chiaramente ci sono delle criticità nella scuola che non sono mai state nascoste e sempre sono stati forniti i dati sull’aumento dei contagi fra i giovani. Sono state messe in campo strategie efficaci per gli anziani, specialmente nella Cra di via Venturini, ma a febbraio sono spuntate varianti diverse”.

Visto che il dibattito ha interessato soprattutto la scuola, l’assessore competente Fabrizio Castellari ha detto: “Di fronte a dati allarmanti i sindaci del Circondario e la Regione hanno fatto un’ordinanza a tutela della salute prima di tutto. Dentro la scuola le regole sono state sostanzialmente rispettate, ma fuori è molto difficile. Si tratta di una decisione non a cuor leggero, siamo già a caccia dei congedi parentali”.

(m.m.)