Castel San Pietro (Bo). “Mi ha minacciata di rovinarmi la carriera, di deferirmi al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, ovvero di infangare la mia onorabilità di professionista e, potenzialmente, di rovinare la mia carriera che spero invece sarà brillante”. Lo stalking, stavolta, non si riferisce a un creditore che perseguita la persona da cui deve avere dei soldi o al partner che non ha accettato una relazione sentimentale finita male.

Ma tale reato piuttosto grave si è realizzato nei confronti di una giovane avvocato imolese, Carlotta Toschi, nominata difensore d’ufficio in procedimento a carico di un uomo (“non posso dire per qual è il reato perché è segreto d’ufficio”, fa sapere lei) in Corte d’Appello. Un uomo che, a un certo punto, ha cominciato a perseguitarla via mail, pec, sms, whatsapp, Facebook, di tutto e di più.

Carlotta Toschi, ma perché?
“Forse la scintilla è scattata quando gli ho chiesto il primo acconto, fra l’altro per una cifra molto bassa, dopo che ero stata nominata suo difensore d’ufficio. Per di più, il mio cliente, non ha nemmeno chiesto il diritto alla gratuità”.

Quando sono cominciate le minacce?
“Qualche mese fa, inizialmente non ho dato particolare peso alle incessanti molestie, fino a che non ho letto in un messaggio che il mio cliente era a conoscenza delle marche dei due telefoni cellulari che ho in uso e che non mostro quando sono a colloquio con clienti e che sapeva quale tatuaggio aveva la mia impiegata che in ufficio, per delicatezza, lo copre sempre”.

Come può essere arrivato ai suoi due telefoni e perfino al tatuaggio della sua impiegata?
“Uno dei numeri di miei cellulati è sull’elenco telefonico perché lo utilizzo per lavoro, ma l’altro numero è privato e lo uso solamente nel week-end per rilassarmi, è davvero strano che sia risalito a tale numero. Il tatuaggio forse lo ha trovato sui social sui quali si muove benissimo. Pensi che è riuscito persino, a volte, da numero anonimo, a farmi telefonate, ‘automatiche’, con voci registrate. Non pago, ha pubblicato sul social network Facebook frasi che lasciavano pensare che io avessi scheletri nell’armadio. Ho dovuto bloccare il cliente sui social e tutte le utenze telefoniche. Tutto questo stalking a generato in me ansia e paura”.

E quindi come è finita?
“Ho chiesto e ottenuto di essere sostituita dall’incarico che è stato preso da un mio collega, un uomo. Subito dopo, l’ho denunciato per stalking. In corso di pandemia da Covid, abbiamo assistito alla degenerazione dei rapporti tra persone: impediti nel poterci relazionare con l’altro, bisognosi di contatto sociale, le modalità di approccio, in molti casi, sono diventate patologiche, in particolare verso noi donne”.

(m.m.)