Caro direttore,
siamo un’azienda imolese che paga le tasse, e anche la Tari, nonostante i disservizi e la mala gestione della nostra zona (la nostra azienda è situata in viale Ercolani). Paghiamo la Tari come tutti, benché in più occasioni ci siamo lamentati sia con Hera, che con il Comune, per la gestione dei rifiuti, in quest’area, che risulta zona c, cioè zona industriale. Fino al 2018 avevamo i cassonetti presi d’assalto dalla inciviltà dei nostri concittadini, che spesso, dal centro, venivano fino a qui per gettare i propri rifiuti, o meglio, per lasciarli depositati a terra, tra lo sporco e l’immondizia, proprio davanti alle nostra aziende.

Una cosa vergognosa, per la quale ci siamo lamentati, con segnalazioni, invio di foto e quant’altro, e dal 2018 ci hanno inserito nella raccolta porta a porta. Ora, caro direttore non le dico che siamo contenti, perché è difficile spiegare quanto tempo ci porti via, come azienda, mettere a disposizione un dipendente che si possa occupare dei rifiuti!

Penso che lei non possa comprendere quanto sia difficile, per un’azienda pagare un dipendente che si prenda la briga di osservare con il calendario di Hera, e verificare tutti i giorni di raccolta differenziata della carta, poi dell’umido… insomma, a noi, come aziende comporta un costo perché si tratta di un lavoro, e ci sentiamo beffati perchè non solo paghiamo un servizio che non viene svolto, ma addirittura dobbiamo investire in personale, che se ne occupi!

Inoltre, anche con la raccolta porta a porta la strada è sempre sporca, e siamo noi imprenditori che spesso ci ritroviamo fuori dall’uscio per pulire dalla cicche di sigarette, dalla cartaccia gettata via da automobilisti incivili. Ma lo facciamo perché teniamo all’ambiente e alla nostra immagine, però, non ci stiamo a diventare capi espiatori di una holding che si comporta in maniera assurda, e mi riferisco ad Hera Spa.

La mia segnalazione nasce da un’ingiunzione amministrativa che ci è stata recapitata da Municipia, l’azienda privata di riscossione delle Tari pregresse per il Comune di Imola. L’avviso, che riguarda un ammontare di parecchi euri, consiste nell’errata comunicazione di un codice, dunque un errore non imputabile a noi come ditta, quanto semmai ad Hera, ovvero il gestore privato, con il quale abbiamo stipulato, nel 2013, il contratto di attivazione per l’applicazione della tassa rifiuti, contratto, che a quanto pare, non si trova, è andato perso!

Hera ha perso il nostro contratto! Tant’è che, sia io che mio marito, ci siamo recati per ben 5 volte agli sportelli di Hera, sia di via Mentana, sia quelli della zona industriale, ma invano poiché non solo Hera non riconosce l’errore per aver perso tutta la documentazione ufficiale del 2013, ma si permette pure di fare la voce grossa, omettendo, non dicendo e persino negando un confronto diretto con noi utenti! E tutto questo è inaccettabile!

Non intendiamo sborsare un solo centesimo per un errore che non è imputabile a noi, ma ad Hera, che deve assumersi le proprie responsabilità. E ci dispiace che in Comune di Imola continui a supportare lo strapotere di una holding che si comporta in questo modo. Ma se tutte le aziende e i cittadini imolesi, si rifiutassero di continuare a pagare la tassa Tari, cosa accadrebbe? Diverse aziende imolesi, già danneggiate dalla pandemia, hanno chiuso e altre rischiano di farlo, se l’economia si indebolisce forse anche Hera inizierà ad avere il problema di come continuare a pagare i propri manager.

(Marina Zappi, responsabile organizzativa di Noesis)