Il direttore generale dell’Ausl Andrea Rossi in commissione Sanità in streaming

Imola. “Siamo passati da una fase di ripida crescita della curva epidemiologica a una crescita lineare. I nostri dati indicano che fra 4 giorni dovremmo avere il picco dei contagi e fra 10 giorni quello dei posti letto. Ovviamente, stiamo parlando di una situazione di contagi da Coronavirus problematica, ma gli ultimi numeri ci fanno pensare di riuscire a salvarci dal tracollo. Infatti siamo passati da un Rt dell’1,31 a uno dell’1,17, stiamo rallentando, vediamo se il trend di diminuzione si confermerà nelle prossime due settimane”. Si è espresso così il direttore generale dell’Ausl Andrea Rossi nella commissione Sanità del 4 marzo.

“E’ vero – ha continuato Rossi rispondendo alle domande dei consiglieri comunali – che in alcune Cra si sono formati piccoli focolai. In parte, ciò è dovuto a operatori sociosanitari che hanno esitazione a vaccinarsi. Per ora lo possono fare, il mio parere personale è che per tali categorie a contatto con persone fragili quali gli anziani la vaccinazione dovrebbe essere resa obbligatoria, ma in questo campo serve una legge da parte del mondo politico”.

Sui vaccini, il direttore dell’Ausl, non ha avuto dubbi: “Bisogna cambiare passo, essere più veloci. Finora le forniture sono arrivate in ritardo e poco numerose. Speriamo molto, da aprile, nel vaccino della Johnson & Johnson, da far arrivare in massa mentre per Astrazeneca sarei abbastanza elastico: non è assolutamente detto che il limite di età sia a 65 anni e lì si fermi inesorabilmente il risultato positivo, si può arrivare anche fino a 67 anni”.

Su domanda della consigliera Rebecca Chiarini della Lega relativa ad anziani che si sono infettati con il virus dopo essere già stati vaccinati nel circondario, Rossi ha risposto: “Si tratta di alcuni casi, alcune persone avevano preso solo la prima dose di vaccino ed erano in attesa della seconda, in qualche altra situazione il contagio si è verificato pure dopo la seconda dose, ma restando asintomatici o con malattia lieve. C’è un decesso che stiamo verificando se e quanto dovuto a un ritorno del Coronavirus”.

La situazione drammatica della seconda fase rispetto alla prima a Imola, secondo il direttore dell’Ausl “è dovuta alla presenza di due varianti, quella inglese molto più contagiosa soprattutto fra i giovani, e quella nigeriana che può dare falsi negativi nel caso di tamponi rapidi”.

In chiusura, Rossi ha tentato di vedere un futuro positivo: “Dovremmo prendere esempio dai nostri nonni, su circa quattromila anziani dagli 80 agli 84 anni presenti nel circondario, durante il primo giorno disponibile, si sono prenotati in 3600. Stiamo dando gli appuntamenti per l’assistenza domiciliare. Infine, credo che nel giro di circa due settimane, grazie anche all’impegno dei medici di famiglia, si riescano a vaccinare tutti gli operatori del mondo della scuola”.

(m.m.)