I divieti e la pandemia non fermano la nostra necessità di condividere con le altre donne lotte ed alleanze per vivere senza violenza maschile, senza discriminazioni in quanto donne e senza razzismi. Vogliamo condividere i nostri messaggi di solidarietà e di sorellanza con tutte le altre donne, nonostante l’assenza dei corpi vivi intrecciati tra loro.

Il coro, la musica, la voce e il ricamo sono per noi oggi un atto di ribellione al sistema patriarcale in cui viviamo e un gesto di ribellione per ricordare ogni donna che subisce violenza in qualsiasi parte di questo mondo.
Il femminicidio è una violenza strutturale utilizzata dagli uomini per annientare le donne in quanto donne. Accade ovunque.

L’Italia non fa eccezione. Siamo preoccupate dell’incremento della violenza maschile e dei femminicidi. Oggi le nostre voci chiedono libertà dalla violenza. Oggi le nostre voci si uniscono alle voce di tante altre donne che chiedono giustizia. Oggi le nostri voci ricordano le donne vittime di violenza maschile.

Oggi le nostre voci cantano Que resuene fuerte Nos queremos vivas! (Ci sono cresciute le ali! Niente ci fa più tacere!). Se toccano una, rispondiamo tutte! Con tutto il nostro amore ci rivolgiamo a tutte le donne che subiscono o hanno subito la violenza degli uomini: Non siete sole! Noi ci siamo! Con tutta la nostra solidarietà ci rivolgiamo ai figli e alle figlie delle donne vittime di violenza femminicida: Non siete soli, con voi la nostra lotta! Con tutta la nostra resilienza pensiamo le donne che oggi non sono più con noi: oggi e per sempre la nostra voce è la vostra!

Questo il senso del video prodotto dal Coro di Trama di Terre, “Trama di Voci”, diretto dalla insegnante Ilaria Petrantuono, che canta la canzone “Sin Miedo” di Vivir Quintana, una cantautrice messicana.

Abbiamo realizzato anche tre striscioni ricamati a mano per ricordare le donne uccise dalla violenza maschile, per condividere messaggi di libertà e di autodeterminazione dalle donne che attraversano il Coro e il Centro antiviolenza di Trama di Terre.

Ricamare è una saggezza nostra. Noi afferriamo gli aghi e ricamiamo la resistenza. Costruiamo un noi donne, afrodiscendenti, migranti, indigene, meticce, perché non siamo mai da sole. Rifiutiamo lo sguardo e la violenza maschile sul nostro corpo e sulla nostra mente. Restituiamo la possibilità di resistere e di vivere alle nostre emozioni, alle nostre voci, al nostro piacere, alle nostre parole, alla nostra dignità, al nostro corpo vivo. Disegniamo il mondo con fili e aghi per vincere le discriminazioni e la violenza contro le donne. Le ricamatrici femministe ricamano il presente, il passato e il futuro. Ricami per ricordare e recuperare ciò che la resilienza di chi ci ha preceduto e di chi ci ha accompagnato ci ha sussurrato.

Infine, segnaliamo il nostro comunicato “Ti negherò tre volte” in solidarietà alla coppia di Trieste dell’associazione di volontariato “La Linea d’ombra” che si occupa di portare sostegno e solidarietà concreta ai migranti. La coppia è stata indagata con l’accusa di “reato di favoreggiamento di immigrazione clandestina” per aver curato e sostenuto migranti reduci dalla “rotta balcanica”.

(Trama di terre)