Imola. “Avevo voglia di divertirmi la scorsa estate, le discoteche erano aperte e quindi ci sono andata. Quando ho saputo che c’erano stati dei focolai, ho deciso subito di farmi un tampone e sono risultata positiva al Covid come mia madre, i miei amici invece no, per fortuna. Psicologicamente è stata molto dura”. La testimonianza di Ilaria Dall’Olio piomba come una pietra sull’assemblea di tutti gli istituti superiori sul tema del contagio da Coronavirus seguita da oltre 3500 studenti degli istituti superiori in streaming, l’8 marzo.

Certo, se le discoteche fossero state chiuse (in tal caso il Governo Conte compì una leggerezza, ma già si era tirato addosso tutte le critiche di chi diceva che il Coronavirus era clinicamente abbattuto e i gestori di locali alla Briatore spingevano per la movida, ndr), Ilaria e tanti altri non si sarebbero contagiati. E invece, come spiega la giovane studentessa imolese, ha passato dei momenti assai difficili: “A un certo punto, ho cominicato a sentire un grande dolore al petto, ho chiamato il 118 e sono stata portata al Sant’Orsola dove sono rimasta una settimana in terapia intensiva – spiega Ilaria -. Mi hanno diagnosticato una pericardite, mi hanno attaccato a cavi e macchinati giorno e notte. Poi ho dovuto fare un periodo di quarantena in casa di oltre un mese con mia mamma che, per fortuna, non è stata male come me. Mi hanno mandato una torta per il mio 18esimo compleanno e gli amici sono venuti a salutarmi dalla finestra, quel giorno mi sono sentita meno sola”.

Luca Carofiglio, rappresentante d’istituto del Paolini-Cassiano, che tira le fila dell’assemblea virtuale fa al sindaco Marco Panieri la fatidica domanda sulla forte differenza fra la prima ondata e la terza ora in atto che potrebbe travolgere Imola. Cosa è andato storto? “Sicuramente si sono diffuse varianti molto contagiose in particolare sui giovani. All’inizio dell’anno scolastico e per un certo periodo di tempo la scuola si è rivelato un luogo sicuro. Poi c’è stato un abuso di libertà da parte dei ragazzi che si vedevano all’entrata e all’uscita delle scuole, ma anche nelle loro abitazioni insieme per una spaghettata o vedere un film senza tener conto delle regole che sono molto importanti e vanno sempre seguite. Quando abbiamo visto che c’è stata in una settimana un’impennata ripida dei contagi fra i giovani, abbiamo dovuto chiudere le scuole. Raccomando sempre di seguire le regole ormai note e spero che a breve venga vaccinato tutto il personale scolastico”.

Anche il direttore generale dell’Ausl Andrea Rossi ha precisato che “mentre nella prima ondata nel circondario fu colpita soprattutto la città di Medicina con un totale di 460 casi, la terza ondata è caratterizzata da un Covid che si diffonde molto più rapidamente per contatto diretto tanto che siamo arrivati a circa 10mila casi. In estate c’è stata una forte mobilità fra le persone, in agosto si sono notati i primi segnali di ripresa del contagio e il virus è stato reintrodotto dai tanti andati in vacanza. Per la riapertura delle scuole in sicurezza, sono necessarie le vaccinazioni del personale docente e Ata, ma pure delle imprese che fanno le pulizie e degli autisti degli autobus. Sugli studenti, bisogna fare un testing allargato, usiamo queste settimane di sospensione della didattica in presenza per allargare il numero di tamponi fra i giovani. Più che irrigidire le regole, pendo sia indispensabile rispettare quelle che ci sono. Deve essere chiaro che ognuno di noi è parte del problema, ma pure parte della soluzione”.

Sull’allungamento delle lezioni fino all’estate, la presidente della commissione Sanità Sonia Manaresi ha dichiarato che “dipende dalle situazioni diverse che si sono create in Italia a livello locale. Per quanto riguarda il territorio imolese è garantita la dad sostanzialmente per tutti (didattica a distanza, ndr), in altre zone d’Italia purtroppo no. Comunque, è fondamentale vaccinarci tutti il più presto possibile, spero che il prossimo settembre lo saremo tutti al 100%, docenti e studenti”.

Il comandante della Polizia Locale Daniele Brighi ha chiarito che “oltre alle multe e ai verbali, il nostro lavoro si basa molto sull’attività di prevenzione. Le sanzioni sono l’ultima soluzione. Dobbiamo abituarci a seguire le regole, come avvenne con l’allacciamento delle cinture di sicurezza. Gli assembramenti nei parchi sono vietati”.

Carofiglio, in chiusura, ha chiesto al sindaco cosa prevede per il Gp di F1 ormai vicino del 18 aprile. “Vista la situazione della pandemia – ha detto Panieri – ormai è certo che non ci sarà la presenza di pubblico quest’anno, speriamo di mantenere il Gran Premio pure i prossimi anni e quindi di ospitare tante persone. Anche i grandi concerti in programma, penso saranno rimandati a settembre o al prossimo anno”.

(m.m.)