Imola. Ecco il quattordicesimo Rapporto annuale sulle povertà della Caritas diocesana, il primo in tempo di pandemia. Un anno, il 2020, sicuramente molto difficile, in cui tante certezze sono state messe in discussione, anche in Caritas.

“Nonostante ciò, grazie alla generosità di tanti, siamo riusciti a mantenere aperti tutti i nostri servizi, tra sanificazioni, quarantene e tanta prudenza – spiegano dalla Caritas -. I numeri che presentiamo all’interno del Rapporto raccontano solo in minima parte la realtà che viviamo attraverso il nostro Centro di Ascolto. A distanza di un anno dall’inizio della pandemia, possiamo dire che l’impressione è che il nostro territorio sia diventato più vulnerabile, nonostante i sussidi pubblici e il ruolo fondamentale del Terzo Settore. Siamo testimoni di un aumento della disuguaglianza, a partire dall’accesso allo studio messo a dura prova dalla prolungata didattica a distanza, a cui tante famiglie fanno fatica a far fronte per povertà culturale e per strumenti inadeguati con relativi costi correlati”.

“Il trascorrere forzatamente più tempo nelle proprie abitazioni ha portato inoltre a un aumento degli episodi di violenze domestiche – continua la Caritas -. Sempre più sono i casi di persone che manifestano segni di sofferenza psicologica. Per molti che vivono una situazione di estrema precarietà abitativa, la pandemia ha significato perdere, per la paura di contagio, il sostegno da parte di amici o conoscenti, andando a ingrossare le fila delle persone senza dimora. L’Ambulatorio Caritas, da più di vent’anni a servizio delle persone senza dimora o di chi non può permettersi determinate cure per motivi economici, in questi primi due mesi del 2021 ha già effettuato quasi un centinaio di tamponi per le persone più vulnerabili. Ci preoccupa, non da ultimo, anche la situazione che peggiorerà tra qualche mese a livello lavorativo. Siamo dunque consapevoli che le sfide di fronte a noi saranno ancora più impegnative, ma cercheremo di affrontarle con il nostro stile: rimarremo degli incorreggibili cercatori di equità, nel desiderio di trattare ogni situazione che ci si presenta in modo personalizzato perché l’equità previene la disuguaglianza in quanto tende a destinare alla persona ciò che gli necessario per recuperare dignit”à.