Ravenna. Ancora Fiom e Marcegaglia
Un voto lungamente atteso quello per il rinnovo della Rappresentanza Sindacale Unitaria (Rsu) alla Marcegaglia di Ravenna, dopo un rinvio dovuto alla pandemia per Covid, nella seconda decade di febbraio si sono svolte le operazioni di voto, che hanno registrato un alta affluenza alle urne con la partecipazione di 630 lavoratrici e lavoratori su 806 aventi diritto e che è stata gestita in assoluta sicurezza dalla Commissione Elettorale.

Il 18 febbraio 2021 completato lo spoglio sono stati comunicati i risultati del voto, la Fiom-Cgil è risultato il sindacato più votato con il 38% dei consensi e 6 delegati eletti, a seguire la Uilm-Uil con il 32% e 6 delegati, la Film-Cisl con il 23% e 4 delegati e infine Usb il sindacato di base con il 7% e 1 delegato.

Un autentico ribaltone rispetto a quattro anni prima, la Fiom-Cgil ritorna ad essere il sindacato di maggioranza relativa e triplica i propri rappresentanti passando da 2 a 6 e per un soffio (sembra per 1 voto) non ne elegge un settimo, la Uilm-Uil che nel 2017 risultò il sindacato più votato passa da 8 a 6 delegati, la Fim raddoppia da 2 a 4 delegati e infine il crollo di Usb che passa da 5 a 1 delegato.

Tutta la contentezza della Fiom-Cgil per l’ottima affermazione sta tutta nelle parole del suo Segretario Generale di Ravenna Ivan Missiroli che ha rilasciato alla stampa al termine dello scrutinio “Siamo molto soddisfatti sia per l’alta adesione dei lavoratori all’appuntamento elettorale che per la fiducia incassata dai candidati della Fiom-Cgil che triplica la propria rappresentanza e risulta il sindacato più votato dai lavoratori tra operai e impiegati, con 5 delegati eletti tra gli operai e una delegata eletta tra gli impiegati, prima donna eletta nella storia di Marcegaglia a Ravenna”, fortemente probabile che i lavoratori oltre ad aver premiato i sindacati confederali per il buon Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei metalmeccanici siglato ai primi di febbraio, abbiano premiato in particolare la scelta delle tute blu della Cgil risalente a diversi mesi fa di non firmare il rinnovo del contratto aziendale che prevede che parte del premio di risultato sia legato all’andamento degli infortuni.

Soddisfatti la Fim-Cisl che raddoppia in consensi e rappresentanti e la Uilm-Uil che pur perdendo due rappresentanti rimane comunque il sindacato più votato tra gli impiegati.

Nel corso del voto per il rinnovo della Rsu si è provveduto anche al rinnovo dei 5 Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza (Rls), ne hanno ottenuto 2 la Fiom, 2 la Uilm e 1 la Fim.

Da segnalare uno strascico polemico derivato dall’esclusione della partecipazione alle elezioni del sindacato autonomo FlmUniti Cub, il cui ricorso urgente è stato poi respinto da una sentenza del 30/12/2020 dal giudice del lavoro di Ravenna.

(Edgardo Farolfi)

 Bologna. Appalti e intermediazione fittizia di manopera: giustizia è fatta
 Con sentenza 549/2020 il Tribunale di Bologna – Sezione Lavoro ha accolto il ricorso per interposizione fittizia di manodopera (oggi somministrazione irregolare), relativamente alla posizione di un lavoratore impiegato come operaio in un’azienda metalmeccanica della provincia bolognese (la Oxy Style di Grizzana Morandi) e formalmente assunto, nel corso degli anni, da diverse cooperative che lavoravano in appalto presso tale società. Il lavoratore, ha convenuto in giudizio l’azienda chiedendo che venisse riconosciuta la sussistenza di un rapporto di lavoro alle dirette dipendenze dell’utilizzatore con condanna alla ricostituzione del rapporto di lavoro e al pagamento delle differenze retributive, oltre che del risarcimento del danno. Dopo avere sentito i testimoni, il tribunale ha confermato che il “potere organizzativo, direttivo e sostanzialmente anche disciplinare” era esercitato nei confronti del lavoratore dalla società che “va quindi considerata il suo reale datore di lavoro”. Il Giudice, in accoglimento del ricorso, ha quindi dichiarato la sussistenza di tale rapporto, condannando l’azienda alla ricostituzione dello stesso sin dal 2012, con pagamento delle differenze retributive tra il contratto applicato dai datori di lavoro fittizi (merci logistica) e quello applicato dal datore di lavoro effettivo (metalmeccanici industria) e del risarcimento del danno pari alle retribuzioni perdute dalla cessazione del rapporto all’effettiva ricostituzione dello stesso. L’intervento del Giudice, nel caso di specie, ha consentito di ristabilire il principio fondamentale del diritto del lavoro, secondo cui chi beneficia del lavoro altrui, dirigendolo e organizzandolo, deve anche assumersene la conseguente responsabilità. La Fiom di Bologna esprime soddisfazione per la sentenza e conferma che l’azione sindacale per affermare legalità e giustizia negli appalti e nei subappalti continua, sia con gli strumenti contrattuali (l’estensione della contrattazione aziendale) sia, in tutti i casi necessari, con la vertenzialità legale. (m.z.)

Bologna. Un si difficile all’accordo per LA FIAC
Si sono svolte nella giornata di ieri, giovedì 4 marzo 2021, le assemblee dei lavoratori e delle lavoratrici di FIAC srl e di FIAC PAC, compresi i lavoratori in staff leasing, per informare tutte e tutti sui contenuti dell’ipotesi di accordo sul “piano sociale” raggiunta il 3 marzo con l’Azienda. Al termine delle assemblee si è proceduto con il referendum sull’accordo che ha visto 86 voti favorevoli, 2 contrari e una scheda bianca. L’Accordo, sottoscritto dalla Fiom di Bologna, dal Nidil Cgil di Bologna, dalla Rsu FIAC srl e FIAC Professional Air Compressors, dalla Direzione Aziendale e da tutte le Istituzioni coinvolte (Regione Emilia Romagna, Città Metropolitana e Comune di Sasso Marconi) prevede: 1) L’utilizzo della cassa integrazione straordinaria (CIGS) per cessazione per la durata di 12 mesi a partire dal 1- 7-2021 (con anticipo dei pagamenti e maturazione integrale a carico azienda dei ratei di 13ma e premi aziendali); 2) La previsione di garanzie precise per i lavoratori di FIAC PAC (FIAC Professional Air Compressors) una volta che la produzione sarà stata trasferita a Torino, sia in termini di nuova sede di lavoro (che non potrà essere individuata ad una distanza superiore a 25 km dall’attuale), sia in termini di garanzie economiche in caso di ristrutturazioni per almeno tre anni; 3) Un contributo economico (12.000 euro) per i lavoratori, che su base esclusivamente volontaria, decidano di trasferirsi a Torino e la definizione che il passaggio avverrà in modo tale da mantenere tutti i diritti e l’anzianità di servizio dei lavoratori; 4) Tutele aggiuntive per i lavoratori in staff leasing che riceveranno, se ancora dipendenti dell’agenzia di somministrazione, dopo 60 giorni dalla cessazione della missione in FIAC, una indennità di mancata conferma, pari a 12.000 euro; 5) La conferma che le attività di logistica saranno mantenute sino alla chiusura del sito (presumibilmente febbraio 2022) e l’impegno delle Parti affinché, come previsto dal Patto per il Lavoro e il Clima, siano esclusi licenziamenti di lavoratori della cooperativa di logistica e rioccupati gli addetti in altri cantieri o comunque utilizzati ammortizzatori sociali conservativi; 6) La messa a disposizione di tutti i lavoratori di FIAC srl, ad eccezione dei prepensionandi, di un qualificato servizio di outplacement, a carico di FIAC; 7) La condivisione di un sistema di incentivazioni all’esodo suddiviso in due tipologie: – l’accompagnamento alla pensione senza alcuna penalizzazione economica per tutti i lavoratori che in tre anni raggiungano il requisito pensionistico – un incentivo economico pari a 70.000 euro per tutti i lavoratori che non raggiungono la pensione (maggiorato di ulteriori 5000 euro se il licenziamento avverrà al termine della cassa integrazione e quindi il 30 giugno 2022). Viene inoltre previsto un meccanismo di “dote” che permetta ai lavoratori di utilizzare, su base volontaria, una parte dell’incentivo (10.000 euro) per favorire la propria rioccupazione ed eventuali progetti di reindustrializzazione. A tal proposito già dai prossimi mesi sarà necessario esaminare tutte le strade per favorire una reindustrializzazione del sito ex FIAC di Pontecchio; 8) Introduzione di una clausola di verifica, che permetta alle Organizzazioni Sindacali e alle Istituzioni di verificare entro giugno 2022 che le produzioni oggi realizzate a Pontecchio e oggetto del trasferimento, siano effettivamente collocate nello stabilimento ABAC di Torino e non vengano invece spostate in paesi a basso costo del lavoro (ad esempio nello stabilimento in Cina).

“Andremo a sottoscrivere questo accordo, ricorda la Fiom, con la consapevolezza che, nonostante una lotta esemplare (con migliaia di ore di sciopero), la determinazione dei lavoratori, l’intervento delle Istituzioni tutte, fino anche al Ministero dello Sviluppo Economico, non siamo riusciti a far cambiare idea alla multinazionale Atlas Copco, che ha mostrato al territorio e al Paese una ostinazione e una insensibilità sociale senza precedenti. Andiamo a sottoscrivere un accordo che protegge al meglio possibile, nel contesto dato, le persone. Pensiamo anche che, in questo accordo, si sia stabilito un principio importante, primo caso in Italia a quanto ci risulta, di unità dei lavoratori, con la previsione di un intervento economico anche a favore dei lavoratori in staff-leasing. Usciamo da questa vertenza con la consapevolezza che solo la partecipazione, il protagonismo dei lavoratori, la lotta, l’unità e un sindacato forte e autorevole possono, sempre, fare la differenza. I lavoratori e le lavoratrici della FIAC lo hanno ricordato a tutti. E come ci ha detto Ken Loach: “stay strong” (m.z.)

Bologna. Yoox  ha  firmato un accordo con Cgil Cisl e Uil per la tutela della genitorialità e mira a rendere il più compatibili possibili i tempi di vita e di lavoro dei dipendenti e delle dipendenti, in piena coerenza con il Patto per il lavoro e lo sviluppo sostenibile della Città metropolitana di Bologna, siglato di recente.
L’intesa è particolarmente innovativa perché estende le stesse condizioni dell’azienda capofila, il colosso dell’e-commerce Yoox, in tutte le imprese della filiera che con Yoox lavorano in appalto e subappalto.

Nel dettaglio, il testo migliora le normative sia di legge ed i contratti nazionali applicati nei siti.

In particolare:
– Si stabilisce che per i genitori con figli fino a un anno sia possibile richiedere di essere adibiti a un turno centrale ad hoc. Questa normativa viene inoltre estesa a lavoratori con particolari fragilità, a prescindere dalla presenza o meno di figli (soggetti che beneficiano della legge 104/1992, o con necessità di cura da parte di un congiunto, o destinatari di programmi di recupero Sert e Asl, lavoratori soggetti a provvedimenti giudiziari e/o amministrativi…).

– Per genitori con figli di età compresa fra 1 e 3 anni l’azienda accoglierà le richieste di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, in caso di necessità di assistenza dei bambini.

– Le misure a cui ai punti precedenti (turno centrale e part-time) possono essere estese anche ai lavoratori “fragili”

– I dipendenti con figli tra i 3 e gli 8 anni avranno ulteriori 5 giorni lavorativi all’anno, in aggiunta alle giornate di congedo per malattia del bambino. Inoltre verranno concessi su richiesta individuale, periodi di aspettativa non retribuita.

Questi sono i punti sostanziali di un accordo che estende a tutti le stesse condizioni e tutele ma soprattutto risponde alle problematiche genitoriali visto che il 70% della forza lavoro è rappresentato da personale femminile di cui la stragrande maggioranza con figli minori

(a cura di m.z.)