Canticchiava, camminando verso Imola, per recarsi al mercato come era solito fare tutti i sabati.
Ogni tanto qualcuno in bicicletta lo sorpassava e questo innervosiva Gigio e lo faceva riflettere: “Possibile che io debba per forza camminare e gli altri no?” Di questo ne parlò con il figlio Ugo e gli confidò di voler comprare una bicicletta. Questi non disapprovò il progetto del padre ma gli fece comunque notare che purtroppo lui non sapeva condurre quel mezzo e che quindi prima di comprarlo doveva imparare a cavalcarlo.

Il ragazzo conosceva bene il padre, sapeva che era un grande seguace del dio Bacco, amava il vino più di ogni altra cosa, di conseguenza aveva difficoltà a stare in equilibrio camminando, figuriamoci su di una bicicletta. Non diede perciò grande importanza a quel proposito e non ci pensò più. Gigio invece convinto e deciso più che mai a portare avanti il suo progetto di modernizzazione, contattò l’amico Piren che già possedeva una ‘Legnano’ e la sapeva usare con destrezza. Gli chiese se poteva dargli qualche lezione di guida ciclistica e gli espose il suo problema. Piren non si tirò certo indietro e in un breve periodo Gigio addomesticò il mezzo meccanico e conseguì una virtuale autorizzazione ad usarlo.

Ugo ne fu sorpreso ma anche felice perché diventato indipendente, il suo babbo avrebbe chiesto qualche volta in meno di essere portato in giro in motocicletta.

Venne il gran giorno dell’acquisto e del conseguente esordio sulla strada per Imola. Fu un viaggio bellissimo, Gigio vedeva sfilare i caseggiati che conosceva, la gente lo guardava e lui gongolava. Che soddisfazione!.

Questo fu il viaggio di andata e meglio di così non potè andare, i problemi sorsero quando tentò di tornare a casa. Gigio non aveva calcolato che dopo aver passato una giornata a Imola visitando le varie osterie era solito essere, se non proprio sbronzo, perlomeno brillo. Capì così che la bicicletta non ne voleva sapere di portarlo a casa e dopo innumerevoli tentativi seguiti da altrettante cadute, si rassegnò all’idea che in quelle condizioni non poteva certo cavalcarla ma fece una scoperta che considerò geniale: poteva infatti servirgli da appoggio e farlo camminare quasi regolarmente nonostante i fumi dell’alcool.

Una sera però capitò un episodio a dir poco, comico. Sul finire di una giornata estiva quando gli abitanti del borghetto dove abitava Gigio, stavano godendosi il fresco nel cortile, arrivò una camionetta dei Carabinieri, cosa insolita che stupì e mise in allarme i presenti. Ma il brigadiere tranquillizzò tutti dicendo che non era successo nulla di grave, quindi scaricò la bici di Gigio che intanto era sceso traballante dalla camionetta (l’aveva presa veramente grossa ) e spiegò al figlio Ugo che durante il loro giro abituale avevano pensato di accompagnare a casa il padre per evitargli il peggio.

Da una finestra in alto, si affacciò la nuora di Gigio, che non aveva con lui un rapporto proprio idilliaco, gridando: “Ma guardate come siete ridotto, vergognatevi!”

Gigio a quel punto girò il capo verso l’alto e con un sorrisetto birichino sentenziò: “Signora forse avete ragione, però a mio vantaggio c’è che io domattina sarò già normale, mentre voi normale non lo sarete mai”. Grasse risate riempirono l’aria e per quella sera il divertimento fu assicurato. In vino veritas?

(Carlo Buscaroli)