Era l’8 marzo del 1971, cinquanta anni fa, un evento da ricordare. “Fight of the century” (La battaglia del secolo) è il soprannome dato all’incontro di pugilato Muhammad Ali contro Joe Frazier, a New York. Si trattò del primo confronto tra i due, seguito poi da altri due incontri (entrambi vinti da Ali) facenti parte della celebre “Rivalità Ali-Frazier”. Fu la prima volta nella quale due pugili imbattuti si affrontarono con in palio il titolo mondiale dei pesi massimi. Frazier vinse ai punti al 15º round per decisione unanime. Ali, a sua volta, rifiutò di ammettere pubblicamente la sconfitta e la bollò come una “decisione dell’uomo bianco”.

Ci vollero quasi 15 round prima che Joe Frazier prendesse Muhammad Ali alla mascella e lo facesse volare a terra. “Un colpo partito dal pavimento” raccontò Ali, che si rialzò in tempo per chiudere il match con la vittoria del suo avversario. Forse non è solo il destino ad aver deciso che l’8 marzo, giorno dedicato alla festa delle donne, ci riporti a quello di 50 anni fa nel Madison Square Garden, quando si affrontarono due uomini che rappresentavano l’essenza di un machismo intelligente e di una violenza brutale, ma consapevole.

Quello fu il primo match di una triade, durata 41 round, che rappresentò una delle più grandi rivalità dello sport e almeno due sfide su tre vennero classificate tra i più grandi match di sempre. Ma fu qualcosa che trascese la boxe. Guerra fra due stili, due fedi, due identità anche religiose (uno battista e l’altro mussulmano) che divisero l’America: Ali, 29 anni, uomo di rottura, costretto a tre anni e due mesi di esilio forzato dal ring per difendere, anche andando in carcere, le idee sul Vietnam e Frazier, 27 anni, principe degli Ercoli, la miglior imitazione di un Rocky Marciano nero, soprattutto un nero integrato.

Ali elegante, irritante e chiassoso, l’altro abrasivo, un po’ pacchiano e pieno di colori nel vestire. Ali lanciò una doccia di pugni, e l’altro passava sotto insensibile. “Frazier non è un pugile, ma un carro armato Sherman”, sentenziò l’attore Burt Lancaster commentatore per un canale tv. E quando Ali cominciò a traballare all’11° round, Frazier divenne impietoso. Chiusero la sera in ospedale: Ali uscì presto, Joe ci restò una decina di giorni.
Eppure quel match e gli altri due ne fecero la coppia del ring più famosa, come uno avesse bisogno dell’altro.

Muhammad Ali vinse la rivincita con Frazier nel gennaio 1974. Successivamente Ali avrebbe definitivamente vinto il confronto, sconfiggendo nuovamente nel 1975 Joe Frazier, nel loro terzo celebre confronto nelle Filippine, soprannominato “Thrilla in Manila”.

“Senza lui non sarei stato quel che sono e così lui senza di me. Insieme abbiamo fatto una bella squadra”, Muhammad Ali commentò così la loro rivalità.

A noi, che eravamo già in grado di imprimerci nella memoria quei fatti, resta il ricordo, vivo ma anche un po’ triste, per tutti gli anni che sono passati dal “Fight of the century”.

(Tiziano Conti)