La primavera imolese si annunciava con le rondini, le prime fioriture e Iriano Campagnoli che era atteso dall’ufficio Personale dell’ Ente ospedaliero imolese con l’immancabile saluto: “Ragazzi, c’è il Giro, mi occorrono le ferie”. Si rispondeva sempre “Povero Iriano, spendi le ferie per massaggiare le gambe degli uomini?!”.

Da sinistra, Iriano Campagnoli con Felice Gimondi

A volte la curiosità spingeva a chiedere aneddoti o particolari della vita dei campioni delle due ruote appresi da Iriano in tanti anni di carriera e vicinanza. “Lasciamo che la testa e le gambe conservino i propri misteri” era la sua risposta. Riservatezza che pareva contrastare il suo carattere comunicativo ricco di un’ironia profonda, misurata e rispettosa.

Perché Campagnoli è stato un massaggiatore dipendente dell’ospedale S. Maria della Scaletta con l’ambulatorio al piano terra di viale Amendola dove anche molti dipendenti andavano per alleviare i postumi di infortuni da scrivania o da sport mal gestiti.

C’era sempre uno spazio per tutti. Aveva mani forti e tatto sapiente, mentre canticchiava o conversava.

Quando lasciò il servizio sanitario pubblico, le prenotazioni subirono un contraccolpo vistoso.

Forse un giorno Imola proseguirà il racconto della storia della propria sanità negli ultimi decenni, e allora un lungo tratto sarà dedicato a Iriano Campagnoli, Massaggiatore in Imola e nel Mondo.

(Vittorio Feliciani)