Imola. Con delibera di Giunta del 16 febbraio, la Giunta comunale ha nominato la nuova Commissione Toponomastica. La novità è l’integrazione con una rappresentante designata dalla Commissione Pari Opportunità.

Targa dedicata alle donne dell’Assemblea Costituente. centro cittadino Imola

Una novità di rilievo perché riflesso e conseguenza del lavoro che la Commissione pari Opportunità fece nel 2018 su sollecitazione dell’Associazione PerLeDonne che aveva rilevato un elevatissimo squilibrio fra i toponimi maschili e femminili.  L’Associazione avviò un percorso con le scuole patrocinato dal Comune di sensibilizzazione su personalità femminili importanti in ambito territoriale e nazionale. La Commissione Pari Opportunità avviò a sua volta un lavoro per l’assegnazione di toponimi femminili a 20 aree verdi del territorio comunale. L’obiettivo fu realizzato con la collaborazione degli Assessorati all’Urbanistica e alle Pari Opportunità. Si inviò inoltre un elenco alla Commissione toponomastica e alla Giunta, con un centinaio di nomi di donne con ruoli fondamentali nella Storia locale e nazionale e per il progresso civile e sociale.

La istituzione della Commissione toponomastica è insediata da molti anni per scelta delle Giunte che si sono avvicendate. E’ formata da personalità locali con competenze storiche e culturali. L’apertura da parte della Giunta a una rappresentante della Commissione Pari Opportunità è un segnale positivo e di riconoscimento del lavoro svolto. Grazie all’ Assessore Spada che ha dimostrato sensibilità chiedere il concorso delle competenze di genere al lavoro della Commissione Toponomastica

I numeri

Strade, rotatorie, edifici pubblici, parchi, aree verdi, piazze , piste ciclabili, parcheggi, gallerie aree sportive sono riconoscibili e rintracciabili grazie ai toponimi fattori di  orientamento territoriale. Quelli assegnati fino ad oggi nel territorio comunale sono complessivamente 818 di cui solo 48 riguardano nomi di donne. Il 5,8%. Lo squilibrio è quindi enorme.

A che serve la toponomastica?

I nomi che contrassegnano i luoghi che frequentiamo rappresentano una storia collettiva. Sono tracce di memoria e fattore identitario e di appartenenza della comunità locale. Tracciare un percorso urbano e territoriale che racconta la storia di chi ci ha preceduto, svelando quello che la storia ufficiale ha per secoli lasciato implicito, è un atto di responsabilità di trasmissione verso le nuove generazioni da cui, con spirito civico, non possiamo esimerci. Per questo colmare lo squilibrio evidente fra i toponimi maschili  e femminili che raccontano la nostra città è parte di un’azione culturale e di trasmissione storica finalizzata a restituire alla comunità una componente identitaria fondamentale per la formazione di una visione compiuta della realtà e del mondo.

Per queste ragioni si auspica che la Commissione toponomastica composta in maggioranza da donne, lavori per colmare o quantomeno ridurre il divario esistente, restituendo visibilità alle tante donne che nella politica, nella cultura, nella scienza, nello sport, nel sociale, nel diritto e nell’economia hanno contribuito a fondamentali cambiamenti a beneficio di tutti.

(v.g.)